Si è ritrovata a Trigoria alle 15 di ieri la Roma, dopo il giorno e mezzo di riposo concesso da José Mourinho di ritorno dalla trasferta di Milano. Una sconfitta, arrivata dopo 12 risultati di fila in campionato (7 vittorie e 5 pareggi, l'ultimo ottenuto a tempo scaduto, al Diego Armando Maradona, dopo 3 successi di fila), che non avrà conseguenze sulla corsa per il quinto posto, visto che poche ore dopo hanno perso anche le due squadre che avrebbero potuto scavalcare i giallorossi, la Fiorentina contro una Salernitana rinata (e alla Roma lo sanno benissimo, visto quanto è stato sofferto il successo del 10 aprile), e la Lazio col Milan, che ci teneva a rispondere al successo dei nerazzurri. Ma i giocatori della Roma, sfruttando anche lo stacco concesso dal tecnico, dovranno dimenticare presto San Siro, per concentrarsi sul grande obiettivo di questo finale di stagione, la Conference League: oggi la squadra si allenerà alle 11 di mattina, per preparare la semifinale di andata contro il Leicester, domani pomeriggio è prevista la partenza per l'Inghilterra, in serata Mourinho parlerà in conferenza.

E gli verrà chiesto qualcosa sulla formazione, che in questo periodo ha due grandi dubbi, tra centrocampo e attacco, legati a Zaniolo e Cristante. Il primo ha lasciato il campo al 41' del secondo tempo della gara di Napoli, per una distorsione alla caviglia, non grave, e ha saltato la partita di Milano per somma di cartellini gialli, il secondo per un problema lombare, accusato alla vigilia della partenza. Nulla di preoccupante, ma intanto ieri non si è allenato con il gruppo (come però i titolari di Milano, sostituiti da vari ragazzi della Primavera, da Keramitsis, Volpato e Missori, che hanno già debuttato, fino a Ndiaye, Feratovic, Louakima, Faticanti e Satriano: avranno la loro occasione più avanti, la partita di giovedì la vedranno in televisione), a differenza di Zaniolo. Che però, nonostante la tripletta nel ritorno dei quarti con il Bodo non è detto che parta dall'inizio: Mourinho potrebbe anche schierare di punta il solo Abraham, piazzandogli alle sue spalle la coppia di fantasisti Pellegrini-Mkhitaryan, liberandoli, almeno in parte, dai compiti di copertura. Ma tutto è legato alle condizioni di Cristante: se, come sembra probabile, il friulano sarà a disposizione, ci sarà più scelta in mezzo al campo, contando che Sergio Oliveira (che col Bologna sarà squalificato) non ha convinto a Milano, mentre Veretout è stato l'escluso a sorpresa, a vantaggio di El Shaarawy. Che tornerà in panchina: probabile la conferma a sinistra del ventenne Zalewski, chiamato alla gara più importante della carriera.