Non ha una rosa particolarmente numerosa l'Inter, nonostante le tre competizioni affrontate in stagione: 25 giocatori, tra cui secondo e terzo portiere, Radu e Cordaz, ancora a quota zero, visto che capitan Handanovic, come spesso gli accade, non ha ancora saltato un minuto. E tra questi 25 ce ne sono un paio che hanno giocato poco o nulla, a partire dal fedelissimo di Simone Inzaghi, Caicedo, che alla Lazio spessissimo entrava dalla panchina e gli toglieva le castagne dal fuoco: a settembre è passato al Genoa, che dopo 9 partite (una sola dall'inizio) e 1 gol ha preferito puntare su Yeboah, girandolo ai nerazzurri, con cui ha raccolto solo due spezzoni, brevissimi.

Non è andata molto meglio a Robin Gosens, pure lui arrivato a gennaio: il 26 settembre la sua ultima partita da tesserato dell'Atalanta era stata proprio contro l'Inter, che ha spuntato un prezzo leggermente inferiore proprio perché fino a marzo non sarebbe stato pronto all'uso. Lo scorso anno il tedesco aveva segnato 11 gol, tantissimi per un centrocampista esterno (che per formazione è più un terzino che un'ala), quest'anno uno solo, col suo vecchio club, alla quinta: con l'Inter (a parte il discusso 3-0 nella semifinale di Coppa Italia di martedì: sembrava autogol di Kalulu) appena 5 spezzoni, complessivi 115'. Anche perché, su quella fascia (oltre al 36enne Kolarov, a cui è stato offerto il rinnovo la scorsa estate per fagli giocare 39' in tutto il campionato: è andato 20 volte in panchina per cui non sono gli infortuni) c'è Perisic, che sembrava destinato a non prolungare un contratto, in scadenza tra due mesi. Però il croato sta giocando molto bene, e in società si sono convinti a fare un nuovo tentativo, alzando l'offerta per provare a venirgli incontro: del resto ha già segnato 5 gol (meglio di lui solo Lautaro Martinez, Dzeko e Calhanoglu, che però è rigorista, rispettivamente con 15, 13 e 7 gol), e giocato 2.350', con 29 presenze in 32 partite (l'Inter deve ancora recuperare quella col Bologna).

Numeri importanti per un calciatore di 33 anni, ma ancora integro fisicamente: è il quarto giocatore di movimento per minuti giocati, dopo l'intoccabile Skriniar (2.610', con tre gol segnati), Barella (2.491') e Brozovic (2.429'). Dietro Perisic ci sono Dzeko (2.216') e Bastoni (2.160', e 117 presenze in A, non poche per uno che ha fatto 23 anni una settimana fa). Ricorso limitatissimo ai giovani: uno spezzone per il terzino Zanotti, neppure quello per Casadei, la mezzala più forte del campionato Primavera.