Un anno fa, di questi tempi, la Roma si godeva il successo in casa dell'Ajax ad Amsterdam, maturato nel silenzio di uno stadio vuoto a causa di una pandemia mondiale che non poteva ancora essere combattuta con i vaccini e che arrivava a spaventare anche supereroi come Daniele De Rossi che proprio il 9 aprile di un anno fu ricoverato allo Spallanzani per tenere sotto controllo le conseguenze del virus. Si esultava da casa, nel silenzio delle città vuote. Si tifava Roma in maniera più discreta, meno pubblica. Oggi, un anno dopo, è un'altra storia. Non che siano nel frattempo arrivati dei risultati. Sotto questo punto di vista sono diventati quasi 14 gli anni senza soddisfazioni, ma è anche vero che soprattutto in Europa in queste stagioni partite emozionanti se ne sono vissute. Giovedì ce ne sarà un'altra, in una competizione che ha un nome meno altisonante di altre, ma che per la gente romanista varrà quasi come quel quarto di finale con il Barcellona di quattro anni fa (giusto oggi ricorre l'anniversario).

Prima però bisogna proseguire sul bel cammino che è stato tracciato in campionato negli ultimi tre mesi, fatto di 10 risultati utili consecutivi senza sconfitte, con sei vittorie e quattro pareggi: per questo arriva all'Olimpico (calcio d'inizio ore 18, telecronaca esclusiva Dazn) l'ultima in classifica, la Salernitana di Nicola ridisegnata a gennaio, ma senza successo, da Walter Sabatini, indimenticato ds degli anni migliori di Pallotta, che non smette di manifestare il suo amore per questa maglia. L'impegno è teoricamente facile, e per questo da considerare difficile. Nel 2022 i campani hanno festeggiato una sola volta, il 9 gennaio a Verona, ma anche il cammino precedente è stato lastricato di cocenti sconfitte. Solo tre, ad oggi, le vittorie in campionato, nessuna delle quali con Nicola: c'era Colantuono in panchina quando i granata espugnarono il Bentegodi contro l'Hellas e nella vittoria di Venezia del 26 ottobre, mentre l'unico successo casalingo risale addirittura al 2 ottobre con il Genoa e, sulle panchine c'erano Castori da una parte e Ballardini dall'altra. Solo una volta la Salernitana nella sua storia ha battuto la Roma, su un totale di nove precedenti. Il 24 gennaio 1999 vinse la squadra campana per 2-1, reti di Bernardini, Giampaolo e Di Biagio. All'andata, all'Olimpico, la Roma vinse 3-1 con doppietta di Paulo Sergio e gol di Totti. L'unico pareggio tra le due formazioni avvenne nel campionato di serie B 1951-1952. Nelle altre sette sfide ha sempre vinto la Roma, compreso il perentorio 4-0 all'Arechi lo scorso 29 agosto quando sembrò chiaro che la squadra campana quest'anno con la Serie A non c'entrava molto.

Farà impressione vedere 65000 spettatori a godersi l'imbrunire all'Olimpico in una giornata che si preannuncia meteorologicamente solare e tiepida e che in ogni caso segnerà un record: perché tolti alcuni big match e le gare d'addio di Totti e De Rossi, quella di oggi sarà la partita con il più alto risultato del botteghino dal 2001-2002, a testimoniare una volta di più l'attaccamento alla squadra e a Mourinho della gente romanista. Alla fine saranno 64/65.000 gli spettatori presenti. Fino a ieri erano stati venduti 62.000 biglietti e tutto lascia credere che anche stamattina l'asticella verrà ritoccata. Merito delle politiche della società giallorossa (sono stati ben 7300 i tifosi che hanno acquistato il pack a prezzi ridotti con le ultime 3 partite) e dell'entusiasmo di rimbalzo dopo i lunghi mesi della passione soffocata dal Covid. Ci saranno anche oltre 5.000 famiglie all'Olimpico ed è un altro dato particolarmente positivo. La Roma combatterà per la sua gente per difendere il quinto posto e non perdere di vista il quarto, mentre Lazio e Atalanta hanno impegni in trasferta contro Genoa e Sassuolo. Poi si penserà alle sfide successive, con la squadra chiamata a decidere i destini dello scudetto, per via del doppio confronto ad alto livello con il Napoli (lunedì di Pasquetta) e con l'Inter domenica 24, entrambe in trasferta. Oggi sarà anche il derby di Ago, di cui proprio venerdì ricorreva il 67° anniversario dal giorno della nascita. Un altro motivo per onorare una maglia e la gente che l'adora.