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Roma Club Norvegia, Drotninghaug: "Romanista grazie a Totti. Curva Sud? Uno spettacolo"

Il presidente del Club affiliato all'AIRC è solo uno dei tanti norvegesi che tifano Roma: "Mourinho è la persona giusta. All'Olimpico asfaltiamo il Bodø"

PUBBLICATO DA Valerio Bertolelli
07 Aprile 2022 - 12:13

Classe 1991, originario di Oslo, ma con la Roma nel cuore. Si tratta di Erlend Dortninghaug, attuale presidente del Roma Club Norvegia (affiliato all'AIRC) che, dal freddo e dai ghiacci della Penisola Scandinava, quando vede quei colori, il giallo e il rosso, si scalda e diventa un fuoco che arde per la Roma. Ma perché un norvegese dovrebbe tifare Roma? Ce lo siamo chiesto anche noi e abbiamo posto il quesito anche a lui, che con tutta la serenità del mondo ha dato la risposta che in tanti potremmo dare: «ho visto giocare Francesco Totti». Così, anche grazie alla coraggiosa decisione di studiare per l'università a Roma, a migliaia di chilometri da casa, è nato l'amore per i giallorossi.

Come ti sei innamorato della Roma?
«È iniziato con Totti nel 2000. L'ho visto per la prima volta in quell'Europeo e ho iniziato a seguire la Roma per lui. Sono stato fortunato a poter vedere qualche partita da piccolo all'Olimpico, da allora ho sempre tifato Roma».

Quindi sei stato anche all'Olimpico?
«Sì, circa tre o quattrocento volte. Sono stato abbonato per cinque anni, più o meno, perché sono stato a Roma a studiare per l'università. Ma andavo all'Olimpico anche prima».

Cosa ne pensi della Curva e dei tifosi della Roma in generale?
«Sono uno spettacolo. In trasferta c'è sempre un'energia particolare. Quelli che viaggiano mi sembrano più affezionati e questo crea un ambiente più caldo in trasferta. Si è notato anche a Genova. Ho visto i video in cui i cori si sentivano fin da fuori lo stadio. È una delle tifoserie più calde in Europa».

Il Roma Club Norvegia in tour allo Stadio Olimpico

Qual è la storia del Roma Club Norvegia?
«È stato creato da altre persone come un forum e poi è diventato un gruppo in cui si pubblicavano notizie in norvegese sulla Roma perché non c'erano altre fonti. Si traducevano notizie dai siti italiani. Adesso non è più così seguito perché si trovano fonti in inglese. Per molti anni è stato aggiornato con foto e notizie almeno una volta a settimana».

Avete un luogo preciso in cui vi incontrate?
«Purtroppo, no perché qui in Norvegia il calcio italiano non è tanto seguito. Penso che tra le italiane la Roma abbia la base di tifosi più grande qui. Noi abbiamo circa 200 soci e penso che qualche migliaio di norvegesi si identifichi come romanista. Prima ci riunivamo, ora è difficile. Qui è pieno di gente che tifa le squadre inglesi».

Quando vi riunivate eravate solo tifosi norvegesi o anche italiani e stranieri?
«Principalmente norvegesi. C'è sempre qualche italiano, ma più che altro studenti in erasmus. L'attività più grande del club sono state le trasferte a Roma. Siamo arrivati a formare anche un gruppo di cento persone per vedere le partite insieme. Ci siamo anche riuniti con i Roma Club del Nord Europa e abbiamo fatto un torneo di calcio insieme. L'ultima volta ha vinto il Roma Club Svezia. Noi tanti anni fa. È stata una nostra iniziativa, ma non lo facciamo più da quando c'è la pandemia. Hanno partecipato i Roma Club di Finlandia, Danimarca, Svezia e i Lupi di Londra».

Conosci bene il Bodo/Glimt?
«Abbastanza. Non li seguo tantissimo perché seguo di più la Roma. Negli ultimi due anni hanno giocato molto bene e rappresentano una favola. Non hanno mai avuto molte risorse, hanno costruito una squadra con pochi fondi e neanche tanti anni fa erano in Serie B norvegese. Credo che non abbiano comprato nessun giocatore, sono stati presi tutti a parametro zero o dalla Primavera» .

Cosa ti aspetti da questa partita?
«Sono molto pessimista, ma spero non vada come all'andata nei gironi. Credo che la Roma possa andare avanti vincendo in casa. All'Olimpico dovremo asfaltarli. Purtroppo, per oggi sono pessimista».

Cosa hai pensato dopo l'andata dei gironi?
«Ho pensato che qualche giocatore meritasse di stare in tribuna per capire. Quando Mancini disse, sul campo innevato il giorno prima della partita, che era colpa loro se fossero lì a causa della mancata qualificazione in Europa League aveva ragione. Ma se giochi per la Roma, qualunque partita fai, non puoi avere questo tipo di mentalità. Non puoi pensare che la partita sia un peso, anche se le condizioni sono difficili. Questo atteggiamento mi ha deluso molto. In campo non avevano la mentalità giusta. Per me potevano anche perdere, ma quel risultato è stato troppo. Non si può contro un club che gioca in una serie in cui le squadre non si qualificano quasi mai per le coppe europee. Il livello delle norvegesi è molto basso, stiamo parlando di livelli di Serie C. Non è neanche paragonabile alla Serie B italiana. Poi loro del Bodo quest'anno hanno giocato molto bene per arrivare dove sono, ma il livello non è paragonabile».

Cosa hai pensato quando dal sorteggio è uscito nuovamente il Bodø/Glimt?
«Ho sperato di passare il turno, anche se loro hanno dimostrato di poter sorprendere chiunque. Ho pensato anche che la Roma sta giocando un calcio migliore e che ha una forma migliore. Secondo me pareggeremo o perderemo 1-0 a Bodø, ma come l'altra volta non credo sia possibile. Poi il clima è diverso, non penso ci sia quel freddo, magari giocheranno meglio per questo».

Che clima c'è in Norvegia?
«Penso sia intorno ai , ma lì cambia tanto. A Bodø le temperature non sono stabili perché è sull'Oceano Atlantico. Se il vento viene dal mare è più caldo perché arriva dal golfo, se viene dall'entroterra può arrivare anche a -10° da un giorno all'altro. Ma da quello che ho visto sta arrivando la primavera».

Hai visto il derby? Cosa ne pensi?
«È stato bellissimo, ho visto finalmente un atteggiamento micidiale da parte dei giocatori che sono riusciti ad ammazzare la partita quasi subito. È stato molto bello vedere Tammy Abraham giocare così bene, avrebbe potuto segnare altri due gol. È stata una bella emozione».

Cosa ne pensi di Mourinho e della stagione in generale?
«Penso sia un progetto nuovo che sta portando piano piano risultati. Ci sono state alcune delusioni forti durante l'autunno, ma credo che Mourinho possa essere la persona giusta per lottare per lo scudetto, anche già dal prossimo anno. Penso sia l'uomo giusto proprio per l'ambiente e per la città. Non è uno che accetta certi tipi di atteggiamenti. Protegge i giocatori ed è molto importante a Roma. José si mette davanti la squadra e la protegge, poi se deve correggere qualcosa lo fa lui. Non coinvolge più la stampa come ha fatto prima perché ha visto che a Roma non è cosa».

Nella Roma abbiamo avuto John Arne Riise, che ne pensi di lui? Lo seguivi?
«Certo! È anche il socio numero uno e socio onorario del Roma Club Norvegia. Quando è stato fondato lui era a Roma e ci ha aiutato molto. Ci ha portato anche a Trigoria, è stato gentile e partecipava alle cene. Era importante per noi. Ha avuto una carriera breve, ma significativa a Roma. Purtroppo, non ha vinto nulla, ma secondo me quando si parla di Riise i tifosi se lo ricordano con affetto. Era comunque un giocatore apprezzato».

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