Di certo a lui non farà piacere, oggi, assistere davanti alla tv allo spareggio in cui il suo Portogallo si gioca il Mondiale in Qatar con la Macedonia del Nord. Ma dalle parti di Trigoria sono ben contenti - Mou in primis - di avere Sergio Oliveira a disposizione in vista della ripresa del campionato. Il centrocampista arrivato dal Porto, del resto, ha ancora qualche strascico del problema alla caviglia sinistra accusato di recente, perciò sta seguendo un programma di lavoro per lasciarselo definitivamente alle spalle. Niente di serio, anche perché in caso contrario non avrebbe potuto giocare (e bene) il derby, ma un leggero fastidio c'è. Questo non gli impedirà comunque di prendere parte alla trasferta di Marassi in programma domenica; se da titolare o entrando a partita in corso, lo deciderà ovviamente Mourinho. Ma il tecnico ha grande fiducia nei confronti del suo connazionale, accolto a braccia aperte lo scorso gennaio. L'impatto del ventinovenne è stato ottimo, con due gol (e un assist) alle prime due apparizioni in campionato; poi c'è stata una flessione, complice appunto il problema fisico che lo ha costretto a saltare la gara con lo Spezia. Ma se la Roma è ai quarti di Conference League, buona parte del merito va alla sua zampata che ha spedito il pallone all'incrocio all'andata col Vitesse. Gara nella quale è stato poi espulso, saltando così per squalifica il ritorno all'Olimpico.

Al derby però, sorprendendo tutti, lo "Special One" lo ha schierato al centro del campo con Cristante, di fatto preferendolo a Zaniolo; una scelta volta a dare maggiore equilibrio e copertura alla squadra. Oliveira ha fatto ciò che Mou gli chiede: ha messo al servizio della squadra quella mentalità e quell'atteggiamento che hanno spinto Tiago Pinto e il tecnico a portarlo in giallorosso. Dopo il 2-0 di Abraham, si è attardato nella metà campo avversaria: un comportamento che forse in pochi hanno notato, ma che puntava ovviamente a rallentare la ripresa del gioco. Trucchi psicologici, di quelli a cui José tiene, per mantenere il controllo emotivo su un incontro storicamente acceso e nervoso. Ha retto alla grande il confronto con il centrocampo biancoceleste e - ciliegina sulla torta - si è conquistato la punizione che Pellegrini ha trasformato nel 3-0. Non male, per uno che alla vigilia non sembrava nemmeno destinato a giocare.

Due mesi decisivi

Da qui a fine stagione, Sergio punta a guadagnarsi il riscatto a titolo definitivo. La Roma farà le sue valutazioni, anzi, le sta già facendo, ma si riserva ancora qualche tempo prima di decidere. Col Porto c'è un accordo verbale per l'acquisto a titolo definitivo per 13 milioni di euro circa, e la professionalità con la quale il 27 si è calato nella nuova realtà non sono passate inosservate a Trigoria. Al netto del calo avuto nelle gare pre-derby, Mou lo ha più volte elogiato, dicendo che «è un calciatore diverso, ha caratteristiche che non avevamo in squadra»: un'investitura del genere non si sente tutti i giorni, specialmente dallo "Special One". Ma ci sono ancora due mesi fitti di impegni: Sergio lavora sodo, sempre col sorriso, per guadagnarsi la riconferma.