Non primeggia solo come gol Tammy Abraham: il centravanti inglese, superati in pochi mesi i problemi di ambientamento, è già diventato uno degli intoccabili della Roma di Mourinho. Che al momento ha giocato 42 gare ufficiali, 30 di campionato, 2 di Coppa Italia, 10 di Conference League (2 nel preliminare, 6 nel girone più gli ottavi, grazie al primo posto che ha risparmiato ai giallorossi il playoff), per un totale di 3.780 minuti (quelli di recupero, per convenzione, non vengono conteggiati nelle statistiche). E l'ex Chelsea ne ha fatti 3.174', con 40 apparizioni (e 23 centri): ha saltato la trasferta di Trebisonda, perché era stato tesserato da poche ore, e la gara con l'Inter del 4 dicembre, squalificato per somma di cartellini, le altre volte è sceso in campo, 37 dall'inizio, 3 dalla panchina (tutte in Conference: la mezz'ora al posto di El Shaarawy nell'1-6 col Bodo/Glimt è stata l'ultima che ha fatto da subentrato).

In campionato è già a 15 gol, terzo in classifica marcatori (con 2 soli rigori, contro i 5 di Vlahovic e i 6 di Immobile), unico alla prima stagione di A tra i primi venti: Beto e Giroud, i migliori tra i debuttanti dopo di lui, sono a 8. In quanto a minuti giocati solamente Rui Patricio ha fatto meglio di lui: quest'anno Mourinho ha posto fine alla tradizione del portiere di coppa, le gioca tutte il titolare, che ha saltato solamente la trasferta di Sofia, con la Roma già qualificata, lasciando i guanti a Fuzato. Terzo per minuti giocati è Karsdorp, titolare per potenziale e per rendimento, insostituibile per situazioni contingenti: a Santon è stata confermata la maglia numero 18 ma non è mai stato convocato, Reynolds ha giocato tre minuti tra agosto e settembre, i 90 dell'1-6 in Norvegia del 21 ottobre, e poi è tornato in campo solamente col club belga (il Kortrijk) che lo ha preso in prestito a gennaio.

Delusioni e sorprese

Per ovviare al buco a destra è stato preso, pure lui in prestito, Maitland-Niles dall'Arsenal: arrivato con buone aspettative le ha deluse quasi tutte, giocando titolare nelle prime 5 da tesserato della Roma, poi è scivolato in panchina, e nelle ultime 4 di campionato non ha fatto un minuto. Mourinho lo ha provato anche a sinistra, visto che anche Viña ha reso meno del previsto: è ancora undicesimo per minuti giocati (2.040') ma scenderà, visto che su quella fascia ormai il titolare è il ventenne Zalewski, che aveva fatto 42' nelle prime 35 gare ufficiali, e 326' nelle ultime 7, a partire da Roma-Verona, la gara in cui hanno trovato il primo gol in serie A Volpato e Bove, il primo al momento tornato in Primavera. Al contrario di Felix, che pure non ha più segnato dopo la doppietta contro il Genoa, alla terza partita in prima squadra: adesso è arrivato a 17, non poche contando che nella prima fase di Conference League non poteva giocare perché non era in lista Uefa (e non aveva i due anni di tesseramento necessari per essere inserito in lista B).

E che a inizio anno non era stato considerato neppure per il ritiro: è una scommessa di Mourinho, che la squadra di De Rossi la segue con grande attenzione. In ritiro c'era invece Edoardo Bove, che Fonseca aveva fatto debuttare nel finale di stagione, insieme a Zalewski: il centrocampista dell'Appio Latino ha raccolto 11 apparizioni, spesso è l'ultimo cambio ed entra nel recupero, ma intanto ha già trovato il primo gol in A, bello, voluto e cercato, e anche importante, perché perdere 2-1 in casa col Verona (che già all'andata aveva fermato la squadra di Mourinho, che fino a quel momento le aveva vinte tutte) avrebbe avuto conseguenze molto pesanti sul morale. Appena promosso dall'Italia Under 20 all'Under 21, ha giocato finora 109': prima di fine stagione può raggiungere l'ex compagno di Primavera Darboe, fermo a 229' e Diawara (307'). Entrambi non subentrano da metà dicembre, a gennaio erano in Coppa d'Africa, ma l'impressione è che sarebbe cambiato poco, in termini di minutaggio in giallorosso.

Le conferme

Minutaggio che rimane sempre alto, invece, per Gianluca Mancini, quinto nonostante le 5 giornate di squalifica (una, in Coppa Italia, rimediata lo scorso anno), Cristante, sesto, e Mkhitaryan, settimo. Ottavo è Veretout: ultimamente parte spesso dalla panchina, ma il suo minutaggio resta alto, superiore a quello di Zaniolo, Pellegrini e Smalling (che però hanno saltato varie settimane per infortunio).