L'espressione "salvarsi in calcio d'angolo" non fa al caso degli avversari della Roma, che sugli sviluppi di corner sa bene come far male. Lo dicono i numeri di questo campionato: i giallorossi sono i leader nei gol segnati sugli sviluppi di corner. In totale, la banda di Mourinho ha realizzato 11 reti grazie ai tiri dalla bandierina: l'ultimo in ordine cronologico è quello che ha permesso ad Abraham di sbloccare il derby dopo neanche un minuto dal fischio d'inizio. Non solo Tammy, ovviamente: anche i tre difensori centrali titolari (Smalling, Mancini e Ibañez) hanno dato il loro apporto in termini realizzativi; il brasiliano, ad esempio, è il miglior marcatore di testa giallorosso in campionato, con 3 reti. E pure nelle altre competizioni i tiri dalla bandierina si sono rivelati preziosi; basti pensare al gol di Kumbulla col Lecce in Coppa Italia, o quelli di Smalling e dello stesso Ibañez in Conference League, rispettivamente contro Zorya e Bodo/Glimt.

Un'autentica arma in più per la Roma, che sfrutta i centimetri e la prestanza fisica dei suoi giocatori come non le riusciva in passato: basti pensare che da calcio d'angolo è arrivato il 22% dei gol totali in Serie A (11 su 50), complici le ottime traiettorie spesso affidate a Pellegrini o Veretout. Un'arma, peraltro, che può aiutare notevolmente a sbloccarsi in partite ostiche, in cui l'avversario (come spesso è capitato in questa stagione) concede pochissimo campo a Zaniolo e soci. Dicevamo: 11 centri da corner in Serie A. Meglio di chiunque altro: al secondo posto c'è l'Inter (8 reti), al terzo il Bologna (7). Fuori dal podio, ben distanti dalla Roma, troviamo Sampdoria (6), Empoli e Udinese (5), quindi il terzetto composto da Napoli, Fiorentina e Lazio a 4.

Punizioni divine

Allargando il dato alle reti messe a segno su palla inattiva, i giallorossi restano comunque i migliori in Italia: 21 gol, a fronte dei 19 del Napoli, i 18 dell'Inter e i 16 del Milan. Nella statistica sono conteggiati ovviamente i calci di rigore (la Roma ne ha realizzati 5), i calci di punizione (come quello, splendido, trasformato da Pellegrini contro la Lazio domenica scorsa) e le reti arrivate in generale su palle inattive. Insomma, il 42% delle 50 reti totali della Roma in questo campionato sono figlie di freddezza dal dischetto, ma soprattutto dell'applicazione degli schemi che evidentemente lo "Special One" ha fatto studiare bene ai suoi.

Le caratteristiche dei calciatori, poi, hanno fatto il resto: anche l'anno scorso le palle inattive si erano rivelate una risorsa preziosa, ma non a questi livelli. Se la Roma sta pian piano diventando più cinica, il merito è anche di questa qualità: una qualità che andrà affinata per il rush finale della stagione, quando ogni gol avrà un peso maggiore rispetto ai primi mesi.