Una notizia Mourinho l'ha data in apertura e in chiusura della conferenza stampa di ieri a Trigoria. Sono tutti disponibili, compreso Pellegrini, che anzi giocherà. Ha saltato il primo derby per un'ammonizione ingiustamente rimediata contro l'Udinese nel match all'Olimpico dell'andata, per nulla al mondo avrebbe dato facilmente forfait anche questa volta. La febbre, causata da una tonsillite negli ultimi giorni a cavallo dell'impegno europeo con il Vitesse l'ha di certo debilitato. «Non sarà al 200%», ha detto lo Special One, ma ci sarà. E su di lui, anche sulla sua voglia di incidere punterà oggi il tecnico portoghese. Che vuole giocarsela al meglio e con la formazione migliore possibile, anche se in un momento di umana stanchezza, con le energie se non al minimo ribassate dal fitto calendario. Ma il derby è il derby, l'attesa è tanta, la classifica piange.

Oltre a sorpassare i biancocelesti, la Fiorentina si è stoppata a San Siro: urge vincere. Mou è orientato a una difesa composta da Mancini, Smalling e Kumbulla (sta meglio di Ibañez, che per altro ha sofferto sempre i derby) e non vuole giocare a cinque a dietro: dunque con Karsdorp che si riprende la fascia destra, prediligerà - stile Roma-Atalanta - l'esterno con caratteristiche offensive. Zalewski (che ha riposato in coppa) più che El Shaarawy, che tornerà pure utile in corsa. Cristante e Mkhitaryan punti fermi nel mezzo, con Pellegrini dietro Abraham e Zaniolo. Mood diversi per i due attaccanti: entrambi vogliono il primo gol nel derby, ma Tammy è sugli scudi. Nicolò deve riscattarsi dopo l'opaca gara col Vitesse e qualche fischio (arrivato per amore). L'occasione è quella giusta.