La settimana è intensa, si sapeva. Pochissimo tempo tra una partita e l'altra, poche ore per recuperare energie fisiche e mentali. La Roma dopo il pareggio alla Dacia Arena contro l'Udinese è rientrata in tarda serata di domenica e si è già ritrovata ieri pomeriggio per preparare la gara di ritorno degli ottavi di finale di Conference League contro il Vitesse, in programma giovedì sera alle 21 allo stadio Olimpico.

In vista della notte europea, che vede al momento oltre 36.000 biglietti venduti, le notizie positive arrivano dal rientro in squadra di Henrikh Mkhitaryan, geometra di fantasia del "nuovo" centrocampo della Roma, inventato da Mourinho per sopperire all'assenza di un regista di ruolo che faccia girare la squadra, e di Marash Kumbulla, il difensore albanese che si è finalmente imposto nelle gerarchie dello Special One entrando finalmente in lizza per le scelte, diventando così davvero il quarto difensore della Roma, anche se c'è chi scommette che, complice la non brillante condizione di Ibañez prima dell'infortunio e adesso che è rientrato da poco, sia addirittura diventato il terzo. Poco importa, comunque, la griglia di partenza in una squadra che ha due impegni a settimana. Lo sa bene José che alla fine della partita giocata in Friuli ha fatto riferimento alle difficoltà di scendere in campo a distanze temporali così brevi come sta accadendo e accadrà alla Roma se andrà avanti in Coppa. Gli obiettivi sono chiari, fare il possibile per risalire posizioni in un campionato che in alcune dirette concorrenti sembra aspettare la squadra giallorossa, e in Conference League, dove il club, per altro testa di serie numero uno della neonata competizione internazionale, è convinto di poter arrivare fino in fondo.

Mourinho a Udine ha buttato un po' tutti nella mischia, ora che le scelte sono più ampie, la panchina adesso regge. Si è rivisto finanche Carles Perez, segno che Mou ha bisogno di tutti in questo momento. Il tecnico ha chiesto alla squadra di pensare partita dopo partita in ordine cronologico, questa è la mentalità che vuole. Con il ritorno dell'armeno c'è più scelta in mezzo e davanti, con Pellegrini e Zaniolo, che si sono autocensurati a Udine, rimanendo calmi e a volte incerti nei contrasti per evitare il giallo che gli avrebbe precluso il derby. L'impressione è che l'allenatore portoghese non voglia cambiare più di tanto rispetto all'ossatura che ha dato vita a un 3-4-1-2 o 3-4-2-1 che ha portato a otto risultati utili consecutivi. Anche perché lo 0-1 dell'andata è un bottino che in Europa non può considerarsi una garanzia assoluta.