C'è una data precisa che - almeno finora - ha fatto da spartiacque nella prima stagione romanista di Tammy Abraham: è il 18 dicembre scorso, giorno in cui la Roma ha dominato in lungo e in largo al Gewiss Stadium, battendo 4-1 l'Atalanta, grazie anche alla doppietta dell'attaccante inglese. Fino a quel momento, in campionato l'ex Chelsea aveva messo a referto 4 gol in 16 presenze. Da quella partita, ne sono arrivati 8 in 10 partite. Un cambio di passo notevole, quanto meno per quanto riguarda la Serie A. Sabato allo Stadio Olimpico arriva proprio l'Atalanta, quinta con tre punti di vantaggio sugli uomini di José Mourinho. Per Tammy, decisivo a La Spezia con quel rigore last second più che last minute, sarà l'occasione per cercare di incrementare un bottino già ricco, considerando che non è da tutti mettere a segno 18 gol all'inizio di marzo alla prima stagione in un campionato straniero, particolarmente difficile a livello tattico come la Serie A. E a dare ulteriore interesse alla sfida c'è il precedente di mercato: la scorsa estate l'Atalanta si era interessata a Tammy, che poi però aveva scelto la Roma.

Sliding doors

Si era all'inizio di agosto, quando l'Inter andava in cerca di un centravanti da affiancare a Lautaro Martinez in seguito alla partenza di Lukaku. Prima di virare su Dzeko, la società milanese stava seguendo con particolare interesse Duvan Zapata, e la trattativa sembrava destinata ad andare in porto. Perciò l'Atalanta era a caccia di un sostituto del colombiano, e stava vagliando il profilo di Abraham, in uscita dal Chelsea. Poi però l'effetto "domino" del mercato ha preso tutt'altra piega: Edin è andato all'Inter, e a quel punto Tiago Pinto si è mosso con decisione e rapidità, regalando a Mourinho un sostituto di valore assoluto per il ruolo di centravanti. Insomma, ancora una volta le "sliding doors" del calciomercato hanno cambiato le carte in tavola: Abraham guida l'attacco romanista, mentre l'Atalanta dovrà fare a meno di Zapata, alle prese con un infortunio al tendine dell'adduttore sinistro che sembra aver messo fine anzitempo alla sua stagione.

Centrale

Ma torniamo ad Abraham, l'Abraham giallorosso, che nel giro di pochi giorni ha conquistato il cuore dei tifosi e che, partita dopo partita, sta convincendo anche i più scettici sul suo reale valore. Quello segnato al Picco è stato il suo dodicesimo gol in campionato; il diciannovesimo globale, se si tiene conto anche di quelli in Conference League e in Coppa Italia. Bisogna tornare ai tempi di Edin Dzeko nel 2016-17 per trovare un centravanti così prolifico con la Roma. Tammy finora ha realizzato il 27,5% dei gol totali dei giallorossi (69). Ma, al di là delle reti, è anche il feeling con la squadra e con l'ambiente a renderlo insostituibile, centrale nel progetto Roma: gioca per i compagni, è sempre pronto a dare una mano anche in fase difensiva, e rivolge continui gesti d'amore ai tifosi. «Siamo una famiglia», ripete a spron battuto, aggiungendo che «Rome is home», «Roma è casa». Di gol decisivi ne ha già segnati diversi (tre vittorie per 1-0 in questa stagione portano la sua firma), ma contro l'Atalanta orfana di Toloi Tammy punta a incrementare il suo bottino, per raggiungere cifre che al primo anno a Roma soltanto Batistuta è riuscito a raggiungere. Nessuna pressione, bensì la consapevolezza - come gli chiede Mourinho, e come lui stesso ripete spesso - di poter fare ancora meglio.

Al lavoro a Trigoria

Ieri pomeriggio l'inglese ha preso parte insieme ai compagni alla seconda seduta d'allenamento settimanale, per preparare proprio la sfida contro la Dea. Seduta alla quale non ha partecipato Sergio Oliveira: il portoghese è ancora alle prese con il problema muscolare che lo ha costretto a saltare la partita contro lo Spezia; le sue condizioni verranno monitorate tra oggi e domani, per valutare se potrà essere della gara o meno. Nel caso in cui non dovesse farcela, Mourinho si affiderà nuovamente a Jordan Veretout al fianco di Cristante. Anche perché si va verso la conferma del 3-4-2-1 visto nell'ultimo impegno. Chi si candida per una maglia da titolare è Nicolò Zaniolo, decisivo al Picco con il suo ingresso in campo: il numero 22 ieri è apparso sorridente - seppur con il volto tumefatto per il calcione di Maggiore - sui campi del "Fulvio Bernardini" e spera di giocare dall'inizio contro l'Atalanta, a cui ha fatto molto male all'andata. Potrebbe agire da trequartista (ma difficilmente uno tra Micki e Pellegrini andrà in panchina) o addirittura da esterno di centrocampo, ma non è da escludere che lo "Special One" decida di riproporre il 4-2-3-1. Scalpita anche Ibañez, che ha definitivamente recuperato dall'infortunio e insidia Kumbulla. L'allenamento odierno e la rifinitura di domani scioglieranno gli ultimi dubbi di Mourinho.