Due luglio dello scorso anno. Londra. Wembley. Quarto finale di un Europeo che da lì a qualche giorno ci avrebbe portato tutti per strada vestiti di tricolore. Manca meno di un quarto d'ora al novantesimo. Leonardo Spinazzola sta confermando di essere il miglior esterno sinistro europeo. Poi il guaio. Un altro scatto, una fitta di dolore, le lacrime, la barella, la sensazione immediata di un infortunio grave. Appunto, rottura del tendine d'achille. Tre giorni dopo l'intervento chirurgico in Finlandia, a Turku, eseguito dal dottor Lempainen, allievo del professor Orava, equipe di straordinaria professionalità ed esperienza. Intervento perfettamente riuscito. Dopo due giorni Spinazzola torna a casa, in tempo per seguire dal campo la finale contro l'Inghilterra partecipando con le stampelle al trionfo della Nazionale. Ah, dimenticavamo: diagnosi di non meno di sei mesi.

Oggi, due marzo, a otto mesi esatti dalla maledetta serata di Wembley, il nome di Spinazzola, nonostante le prime dichiarazioni di sfrenato ottimismo che indicavano entro il 2021 il suo ritorno in campo, nel sempre più stringato report quotidiano che la Roma dà alle stampe, compare ancora alla voce allenamento personalizzato. L'esterno sinistro, dopo l'ultima visita a cui si è sottoposto, peraltro per quello che è stato raccontato andata bene, continua nel suo percorso di recupero. Lontano, però, da compagni e staff tecnico. Che è poi l'ultimo step che deve superare per ricominciare a sentirsi un calciatore a tutti gli effetti vedendo finalmente la luce in fondo al tunnel in cui è entrato quella maledetta serata del due luglio.

Quando succederà? A Trigoria, alla domanda, continuano a rispondere che preferiscono non dare una data precisa, aspettando che la cosa avvenga naturalmente. Magari potrà succedere tra un giorno, una settimana, quindici giorni, un mese, in ogni caso si fa sempre più concreto il rischio che Spinazzola quest'anno potrebbe rimanere a guardare fino alla fine. Alla Roma, per la verità, garantiscono che non c'è nessuna sorpresa particolare perché era stato fissato in otto mesi il periodo per il recupero. In campo, però. Qui, nella migliore delle ipotesi per rivederlo giocare di mesi ne passeranno nove. Se questo servirà per recuperarlo senza correre nessun tipo di rischio, meglio così. Speriamo. Perché lo Spinazzola dell'Europeo è un giocatore che può cambiare il livello di questa Roma. Come cambiava quello della Nazionale.