A cinque mesi esatti di distanza da quel 19 settembre, la Roma ritrova il Verona, capace di infliggere alla squadra di Mourinho la prima sconfitta stagionale. Sarà l'occasione, per Pellegrini e compagni, di rivalersi, con l'obiettivo di tornare a una vittoria che manca dal 23 gennaio ad Empoli. Molte cose sono cambiate da quel giorno: i giallorossi venivano da sei vittorie tra campionato e Conference League e viaggiavano col vento in poppa, mentre i gialloblù avevano appena esonerato l'ex Di Francesco (zero punti in tre giornate), affidando la guida tecnica a Igor Tudor. Lo splendido tacco di Pellegrini al 36' aveva illuso i tanti tifosi accorsi dalla Capitale, ma il quarto da incubo a inizio secondo tempo comprometteva la gara. Al 49' il pareggio firmato Barak, e 5' più tardi l'ex Caprari (immancabile) completava la rimonta. Immediato il 2-2 romanista grazie all'autogol di Ilic, poi reso vano dall'eurogol di Faraoni al 63'. L'assedio finale non produceva il risultato sperato, e perciò la squadra di Mou conosceva (per la prima volta in stagione) il sapore amaro della sconfitta. Da quel momento in poi, ne sono arrivate altre otto in campionato, dieci se si tiene conto di tutte le competizioni; la formazione veneta, dal canto suo, ne ha incassate altre sette tra Serie A e Coppa Italia. Perciò le due squadre si ritrovano di fronte, cinque mesi più tardi, con soli quattro punti di differenza in classifica. Le ambizioni e il potenziale, ovviamente, restano diversi, e la voglia di ripartire dopo tre risultati deludenti dovrà fare la differenza in casa giallorossa. La strada è lunga, come Mourinho ripete puntualmente, e la squadra è impegnata in un percorso di crescita a lungo termine. Al di là del punteggio, con Inter e Sassuolo si sono visti dei passi avanti, ai quali bisogna però dare continuità: quello che conta, nel calcio, sono i risultati, e nessuno lo sa meglio di Mou.

Le amnesie

Quel ko del Bentegodi è stato anche il primo campanello d'allarme relativo a un aspetto che, purtroppo, si sta rivelando un po' il tallone d'Achille della Roma degli ultimi anni: i blackout all'interno della gara. All'andata al Verona bastarono 14' per segnare tre gol, complici gli svarioni giallorossi in fase difensiva. Una questione mentale, più che tecnica, emersa anche contro Lazio, Venezia, Inter, Milan, Juventus ed Empoli, limitandosi al solo campionato. La piaga non è nuova, e Mourinho sta cercando di rimuoverla, ma una certa predisposizione alla fragilità psicologica da parte della squadra è evidente. La sfida d'andata la evidenziò per la prima volta, pur con tutte le attenuanti del caso: da quando c'è Tudor, a Verona hanno vinto soltanto Atalanta e Salernitana, oltre all'Empoli in Coppa Italia, mentre Lazio e Juve - come noi - sono uscite sconfitte. Tutto vero. Ma ora la corsa per l'Europa entra nel vivo: la gara di sabato e la trasferta di La Spezia debbono fornire la giusta "rincorsa" di entusiasmo in vista della sfida contro l'Atalanta e del derby. Anche per lasciarsi alle spalle quel ko di settembre e proseguire il processo di crescita.