La difesa è il problema della Roma. Quante volte in questa stagione avete letto o sentito questa affermazione? Che, peraltro, ci sta, visti i numeri che dicono, tutto compreso, come la Roma fin qui abbia incassato quarantasette, dicasi quarantasette, gol in trentatrè partite disputate (31 in campionato, 9 in Champions, 7, tutti in una volta, in una coppa Italia che purtroppo sarà impossibile dimenticare). Sufficienti, anzi di più, per poter dire che la fase difensiva di questa seconda Roma difrancescana, con il problema ci convive dall'inizio della stagione e finora non si è riusciti a risolverlo neppure in parte. Di chi la colpa? Di tutti, perché come dicono gli allenatori si difende in undici e perché il tecnico, pur provandoci, non è riuscito a trovare una soluzione accettabile. Detto tutto questo, provochiamo: e se vi dicessimo che uno dei punti di forza di questa Roma, sono i difensori?

Difensori goleador

La risposta è che, almeno in una classifica, questa Roma può dire di essere prima. Cioè quella dei gol realizzati dai difensori in campionato. Fin qui, con i due realizzati da Kolarov e Fazio lunedì scorso contro il Bologna tra l'altro giusti giusti per garantire tre punti fondamentali, siamo a quota quindici, in pratica come un attaccante importante. A questo numero, inoltre, vanno aggiunte le tre reti realizzate nelle coppe, una in Champions (Manolas), due in coppa Italia (Kolarov e Marcano). La somma fa diciotto reti sulle sessantaquattro realizzate nelle tre competizioni per una percentuale superiore al ventotto per cento. Un'enormità per un reparto difensivo.

Supportato da altri dati: Kolarov è il difensore che, nei maggiori cinque campionati europei, ha realizzato più reti (sette, più uno in coppa Italia), i quattro difensori centrali sono andati tutti in gol, all'appello mancano solo Karsdorp, Santon e Luca Pellegrini (ora al Cagliari in prestito) ma non serve una grande memoria per ricordare come questo terzetto insieme come minutaggio sia parecchio indietro anche al solo Kolarov. C'è da dire che ci sono almeno due fattori che hanno contribuito a questi numeri difensivi da attaccanti. Uno è il fatto che, in assenza di Perotti, Kolarov è diventato il rigorista; il secondo, ancora più importante, è che gli schemi sui calci piazzati spesso sono pensati per favorire le qualità nel gioco aereo di due giocatori come Fazio, soprattutto, e Manolas.

Classifica giallorossa

Con quindici reti dei difensori, la Roma è al primo posto in questa classifica, quindici reti segnate da Kolarov (7, suo record personale e primato eguagliato per un difensore romanista dai tempi di un certo Agostino Di Bartolomei), Fazio (4), Florenzi (2), Juan Jesus e Manolas (1). Nella nostra serie A, c'è soltanto una squadra che tiene il passo dei giallorossi. È l'Atalanta di Gasperini con gli stessi quindici gol dei difensori, cifra a cui si arriva con l'apporto di sette giocatori, Mancini (5), Hateboer (4), Castagne 2), Djimsiti, Gosens, Palomino, Toloi (1). Tutte le altre diciotto squadre del nostro campionato sono nettamente distanziate, un'ipotetica medaglia di bronzo spetterebbe al Torino con otto reti e cinque difensori diversi in gol.

La Juventus che sa soltanto vincere ormai da una vita, con il reparto difensivo in questa stagione ha realizzato sei reti (Rugani e Bonucci con 2, Cancelo e Chiellini uno) anche se poi bisogna dire che in attacco ci pensa il solo Cristiano Ronaldo a riequilibrare la situazione. Questo peraltro ininfluente primato, è chiaro che possa far piacere, ma potrebbe anche indicare una certa difficoltà di manovra, cioè quel gioco che dovrebbe portare le punte a essere quelle che poi la buttano dentro (Kolarov è a un gol dal capocannoniere in campionato che è El Shaarawy con otto reti). Un certo Nils Liedholm diceva sempre che in una squadra di calcio il portiere para, il difensore difende, il centrocampista dirige, l'attaccante segna. È questa l'altra faccia della medaglia dei difensori goleador. Forse sarebbe stato meglio segnarne qualcuno in meno, ma soprattutto evitarne qualcuno. O no?