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Zaniolo, la Curva Sud e quell'abbraccio che nessuno può annullare

Nicolò posta la foto della sua esultanza dopo la rete al Genoa su Instagram: «Questo rimarrà per sempre». Ma gli arbitri e Var lo tartassano da settembre

La corsa di Zaniolo sotto la Sud dopo il gol al Genoa, poi annullato, di Mancini

La corsa di Zaniolo sotto la Sud dopo il gol al Genoa, poi annullato, di Mancini

06 Febbraio 2022 - 10:20

«Possono cancellare tutto, ma questo rimarrà per sempre impresso nella mia mente». Firmato Nicolò Zaniolo, in un post su Instagram al termine dello scempio perpetrato ieri ai suoi danni dalla coppia Abisso-Nasca. "Questo" è l'immagine della gioia di Nico, sotto la Sud dopo la rete capolavoro realizzata allo scoccare del novantesimo, durante gli oltre due minuti di esultanza. Quando nessuno - in campo come sugli spalti - poteva lontanamente immaginare quel surreale epilogo. Gioia pura. Poi l'emozione calpestata. E dopo una settimana di chiacchiere, illazioni e speculazioni sul suo conto. Un finale da sogno reso incubo dall'ottusità di un tale abuso del mezzo tecnologico.

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Non ha fortuna col Var e tantomeno con gli arbitri il romanista. Sette ammonizioni e due espulsioni rimediate in venti presenze di campionato equivalgono a un ruolino di marcia da difensore, anche abbastanza ruvido. Invece no. Si tratta delle sanzioni rimediate finora da Nicolò Zaniolo, ruolo trequartista o seconda punta, talento fulgido della Roma che qualcuno vorrebbe altrove. E, quel che più conta, reduce da due gravissimi infortuni. In un campionato normale con arbitraggi normali ci si aspetterebbe una qualche forma di tutela, che non vuol dire alcun regalo, ma semplicemente attenzione certosina quando viene fermato in modo scorretto. Invece niente. Da inizio stagione a ieri i direttori di gara sono fedeli alla linea. Sui falli che subisce il 22 giallorosso spesso si chiudono entrambi gli occhi, mentre ci si precipita a sanzionarlo. Qualche esempio? L'espulsione con la Fiorentina, alla prima giornata: a rendere severissimo Pairetto due interventi in ripiegamento, non cattivi né in zone "calde", il primo un minuto prima dell'intervallo, il secondo al rientro dagli spogliatoi, che Nicolò ritrova già al 52'. Altro giro, altra corsa: il macroscopico fallo subito in area di rigore biancoceleste nel derby, sul quale Guida sorvola come nulla fosse e dal cui capovolgimento di fronte nasce il doppio svantaggio. E ancora, l'ammonizione rimediata nell'impegno casalingo con l'Empoli: sul 2-0, a 5 minuti dal termine di una gara già abbondantemente chiusa nell'inerzia ancora prima che nel punteggio, Mourinho gli concede la standing ovation dopo una grande prestazione, ma prima ancora di dare "il cinque" al subentrante El Shaarawy, l'arbitro Ayroldi gli rifila il giallo per «aver tardato la sostituzione». Sanzione anche da Maresca nel match contro il Milan, «per proteste», dopo appena 7 minuti. Per non parlare dell'impunità concessa da Chiffi, Pairetto e poi da Abisso, rispettivamente ai difensori di TorinoBologna e Genoa. Per fermare le cavalcate del romanista gli avversari fanno ricorso a ogni mezzo (la maglietta quasi sfilata di ieri è solo l'ultimo esempio), ma nessuna delle entrate irregolari ai suoi danni vale un cartellino evidentemente. Al contrario scatta in un attimo. Ma quell'abbraccio fra Nico e il suo popolo nemmeno arbitri e Var possono annullarlo.

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