Tanti tavoli aperti, serve pazienza
Nusa c’è, ma più lontano: «Concentrato sul Lipsia». Cairo blinda Cacciamani: «Ha fatto bene, vogliamo tenerlo»
(GETTY IMAGES)
Un altro giorno è andato, cantava un pezzo di storia della musica italiana come Francesco Guccini, che ieri è scomparso a 86 anni, in un brano certamente fra i meno famosi ma che calza a pennello sul momento della Roma. Una sensazione di stallo, di lentezza sul mercato che - impressioni di un momento - frena la costruzione di un amore, cioè di una squadra che possa competere veramente. Apparentemente perché poi, dietro le quinte si lavora incessantemente e freneticamente a completare il puzzle di cui sopra, tassello per tassello.
Fin dall’inizio del mercato vi raccontiamo come Antonio Nusa sia uno dei profili preferiti da Gasperini per il ruolo di esterno alto a sinistra, ma anche tra i più costosi. La Roma ha fretta, ma non ha fretta: la pazienza può premiare come può essere letale.
Costi alti che impongono di guardare anche ad altri tavoli. Specie dopo le dichiarazioni del norvegese, a Sky Sport Germania, alla ripresa dei lavori - e quindi anche di circostanza - con il suo attuale club: «Non ho mai espresso la volontà di lasciare il Lipsia, ci sono i rumors e sempre ci saranno. Possono scrivere quello che vogliono i media. Io mi sono solo rilassato un po’ in vacanza e ora sono qui al Lipsia, i fatti sono questi». Nel frattempo si continua a lavorare sull’ipotesi Endrick.
Risolta la pratica Molina (anche se l’ufficialità tarderà ad arrivare perché lo spagnolo è in vacanza ancora per qualche giorno, sperando che non ci siano lentezze anche qui), anche per il ruolo di vice Wesley si guarda a più profili con un occhio di riguardo al giovane granata Cacciamani. Un’altra spinta all’indietro, però, è arrivata ieri da Torino, sull’obiettivo di Gasp per il ruolo di quinto. Urbano Cairo ha detto la sua sull’esterno classe 2007 che ha passato l’ultima stagione in prestito alla Juve Stabia: «Noi assolutamente vogliamo tenere Cacciamani, è con noi da tre anni ma ha fatto benissimo», ha detto a margine del torneo Mamma e Papà Cairo il patron granata. D’Amico avrebbe già pronta un’alternativa.
Il saluto di Angeliño
Nella giornata di ieri è poi arrivato il saluto di Angeliño, lo spagnolo rientrato in patria al Deportivo La Coruña: «È stato un orgoglio indossare questa maglia e difendere i colori giallorossi. Fin dal primo giorno mi sono sentito parte di una grande e accogliente famiglia e giocare ogni partita all’Olimpico è un privilegio che ricorderò sempre con affetto - ha scritto su Instagram -. Lasciare Roma non è mai facile e una parte di me e resterà sempre qui, tra momenti indimenticabili, grandi compagni, tanti insegnamenti e l’onore di aver rappresentato un club con una storia immensa. Grazie alla società, allo staff tecnico, a tutte le persone che lavorano ogni giorno per questo club. Ma soprattutto grazie a voi tifosi per avermi fatto sentire uno di voi. La vostra presenza e il vostro supporto hanno reso quest’esperienza unica e il ricordo del calore dell’Olimpico resterà indelebile. Vi auguro il meglio per il futuro».
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