Il problema è che adesso lo hanno visto. Tutti, in tutta Europa. Un gol in diagonale di destro, un tap in di piatto sinistro che solo chi non ha giocato a calcio può immaginare che sia una passeggiata di salute in assoluto, figuratevi in una partita a questo livello, italiano più giovane di sempre ad aver segnato una doppietta in Champions, una prova di forza fisica che è il passaporto fondamentale per essere apprezzato da Reykjavik a La Valletta.

Però lo hanno visto, tutti, in Eurovisione. Finora il suo habitat da predestinato, era circoscritto nei nostri confini, la Juve lo vorrebbe lo ha detto, al di là dei pizzini (veri), il direttore sportivo Paratici (ieri sera in tribuna all'Olimpico), l'Inter si sta mozzicando i gomiti, la Fiorentina pure, il ct Mancini lo ha già cooptato per la Nazionale che verrà. Adesso non più, lo hanno visto tutti Nicolò Zaniolo, anni diciannove, due piedi baciati dagli dei calcio, la tigna dei predestinati, pensieri di un calcio da campione, qualità che non si capisce come mai, prima a Firenze, poi ad Appiano Gentile, non siano riusciti a vedere.

È un tesoro senza prezzo. Solo che adesso lo hanno visto tutti, emiri compresi, quelli che nel portafoglio hanno carte di credito con i diamanti. Ecco, cara Roma, questo ragazzo che è entrato nei cuori della gente giallorossa, non ha prezzo, nel senso che ce lo vogliamo godere a lungo, a fronte di qualsiasi offerta che possa arrivare, perché arriveranno offerte che come si fa a dire no, in realtà non ci vuole molto, basta dire no, pensando pure che se oggi vale dieci, tra uno, due, tre anni, può valere cento.

Felicità Zaniolo

Che il ragazzo figlio d'arte fosse il protagonista anche nel dopo partita, non è che ci volesse Einstein per dedurlo. Pochi secondi dopo il fischio finale, Zaniolo era già circondato dai microfoni, con quella sua faccia da ragazzino ancora con un accenno di acne, lo sguardo di sfida, un'apprezzabilissima serenità difficile da riscontrare in un ragazzo che ha appena segnato una doppietta in Champions: «Sì, sono felice per me e per la Roma. Questa vittoria lo volevamo, siamo riusciti a ottenerla con merito. Per me è un sogno che si realizza, una di quelle cose che sogni da bambino. Non posso nascondere che questa serata è memorabile per la mia vita, una delle giornate più belle in assoluto».

Giusto, memorabile, una doppietta decisiva segnata proprio sotto quella Sud che è il cuore della tifoseria giallorossa. E il ragazzo, come se lo avesse sempre saputo, è andato a gioire proprio là sotto, al punto che l'arbitro gli ha detto, dopo il secondo gol, che se lo avesse rifatto, avrebbe preso provvedimenti. Due gol che gli fanno scappare anche una frase che ci riconcilia con il suo futuro: «Fantastico segnare due reti proprio sotto la Sud, mi auguro di segnarne ancora tanti sotto quella Curva (figurati noi ndr). Abbiamo giocato una buona partita, peraltro proprio nella maniera con cui l'avevamo preparata, non concedendo spazi per poi essere sempre pronti a ripartire. Dovremo ripeterci anche nel ritorno, andremo a Oporto per meritarci la qualificazione».

Qualificazione che è tutta ancora da conquistare. È vero la Roma è in vantaggio, andrà in Portogallo sapendo di poter contare su due risultati su tre, ma servirà una grande Roma per vedere la nostra pallina nell'urna per il sorteggio dei quarti di finale: «Sarà dura a casa loro, come del resto è dura qualsiasi partita in Champions League. Ci giocheremo le nostre carte, consapevoli della nostre qualità, avendo come obiettivo quello di passare il turno. Ce la possiamo fare. Anche se quel gol che abbiamo subito, oltretutto anche con un po' di sfortuna, può essere fastidioso, non lo meritavamo per quello che avevamo fatto nel corso di tutti i novanta minuti, ci stavano due gol di differenza a nostro vantaggio. Ma ora godiamoci questo successo che è importantissimo. Io sono davvero felice di poter correre per questa Roma». Allora corri Nicolò e, soprattutto, stacca il telefono. Quella Sud non la trovi in nessuna altra parte del mondo.