Falcão è lì, a ritirare un premio. A Milano. E Il Romanista non poteva mancare, era lì, con lui. Paulo è "il" premio. Il nostro premio. Lo è sempre stato. Lo è stato per tutti noi che lo abbiamo accolto, adorato, rimpianto in un percorso lungo una vita, dal 10 agosto 1980 a oggi e per sempre. Il premio di ieri era una specie di finale di Champions League dei film sportivi di tutto il mondo, non solo d'Europa. Quindi più della Champions League. E ovviamente Falcão c'era, per il film girato sulla sua vita.

La manifestazione è lo "Sport Movies & Tv 2017 – 35th Milano International Ficts Fest", finale di 16 Festival del "World Ficts Challenge" che poi sarebbe una sorta di Campionato Mondiale della Televisione, del Cinema, della Cultura e della Comunicazione sportiva, in programma a Milano in questi giorni. La FICTS, Federation Internationale Cinema Television Sportifs, federa 116 Nazioni ed è riconosciuta dal Comitato Internazionale Olimpico per il quale promuove i valori dello sport attraverso le immagini. Al festival sono stati selezionati i film realizzati da Roma Studio "Chiedi chi era Falcão", appunto, e "Ten for a legend" (docufilm nel quale dieci campioni del presente e del recente passato rendono omaggio alla straordinaria carriera di Francesco Totti) nella sezione "Movies & Tv Football".

Ecco perché Paulo Roberto Falcão ha ricevuto ieri sera la Ghirlanda d'Oro. Il film, scritto da David Rossi e dal direttore di questo giornale, Tonino Cagnucci, è bellissimo. Falcão è bellissimo. La vita è bellissima per chi ha la fortuna di incontrarlo e di intervistarlo. Oggi è bellissimo, ma il testo integrale lo pubblicheremo domani. Quindi anche domani sarà bellissimo. Poi Falcão ripartirà, senza vedere il derby: «Ma se riesco vado a vedere Federer a Londra». Di Federer nell'intervista ne parlerà a lungo, dell'eleganza e della diversità, della tecnica e della bellezza. E ovviamente della Roma non si dimentica: «Ma quando recuperano Sampdoria-Roma?». A dicembre o a gennaio, Paulo, dipende dalla Coppa. «Ah, come in Brasile, non si sa mai quando si gioca... La Sampdoria è ben allenata, vero? Me ne ha parlato bene Luciano». Luciano è Spalletti? «Sì. Chi pensavi? Spinosi?». Tutto, ma non Moggi. «Una volta a Moggi consigliai Junior nel sottopassaggio di una partita col Torino e lui si fidò e lo prese nel Toro». Già, una volta c'era un calcio migliore in cui Moggi era solo un dirigente che cercava giocatori bravi per le sue squadre.

I giocatori migliori erano nel Brasile e Falcão era uno dei migliori tra i migliori. «Quest'anno sarà un derby di alta classifica. Fa bene alla città di Roma avere due squadre forti. Nel mio periodo la Lazio non era così forte, anche se i pochi derby che ho giocato non sono stati facili. Meglio ora». E Di Francesco? «Di Francesco è bravo, sta facendo un gran lavoro, anche se ha perso degli elementi importanti è stato bravo a trovare subito una squadra. Gli faccio i complimenti». Il resto, domani.