Vacanza short, rientro anticipato e subito al lavoro. Il programma di Lorenzo Pellegrini per mettere il Milan nel mirino e tornare fin dalla ripresa del campionato a disposizione di José Mourinho ha mosso i suoi primi tasselli. C'è da imprimere un altro ritmo al processo di recupero dall'infortunio e il numero 7 non vuole perdere ulteriori giorni: la lesione muscolare (al retto femorale destro) che lo tiene fuori da fine novembre è da considerarsi ormai quasi smaltita, ma il giocatore ha bisogno di ritrovare tono atletico e passo da gara dopo l'assenza medio-lunga. Il tempo di ricaricare le pile con la famiglia a Dubai (meta scelta da diversi calciatori giallorossi per la settimana di ferie natalizie) appena Mourinho ha decretato lo sciogliete le righe, e Pelle ha stabilito di rientrare nella Capitale in anticipo rispetto alle ferie concesse alla squadra. La ripresa degli allenamenti è stata fissata dallo Special One per il 30 dicembre, ma Lorenzo era a Roma già a Santo Stefano e sui campi di Trigoria a partire da ieri, per seguire un programma di lavoro personalizzato. Scelta autonoma. Scelta da Capitano. Dopo aver trascorso buona parte del mese di dicembre alle prese con le terapie prima e con le sedute individuali poi, la speranza è di rientrare in gruppo in tempi utili per poter rientrare nella lista dei convocati per la trasferta di Milano.

Sei partite fuori, praticamente sette se si considera che nella gara contro il Torino del 28 novembre scorso, quella in cui si è infortunato, ha disputato un quarto scarso di gioco. Troppe per chi come lui non solo indossa la maglia giallorossa, ma la venera anche. Già in passato Lorenzo ha mostrato con i fatti cosa vuol dire sacrificarsi: sul finire della scorsa stagione sono stati diversi gli impegni che ha affrontato con infiltrazioni di antidolorifici, ultimo dei quali il derby di fine campionato, la cui presenza gli è di fatto costata la partecipazione agli Europei poi vinti dall'Italia. E anche nell'annata in corso, Pellegrini ha giocato non al meglio delle proprie condizioni, nel periodo in cui la Roma è stata costretta a fronteggiare diverse assenze fra centrocampo e trequarti. Con l'ultimo ko ha dovuto però alzare bandiera bianca anche lui. Pur fremendo dalla voglia di tornare. La stessa che anima ora l'accelerazione impressa al processo di recupero, anche a costo di rinunciare alle vacanze e tornare al lavoro tre giorni prima rispetto a tutti gli altri compagni. «Come lui ne vorrei tre», ha detto Mou in tempi non sospetti. Difficile dargli torto.