La Roma spreca un jolly, regala il pareggio alla Sampdoria al termine di una partita brutta e giocata con lo spirito di Bergamo solo nel secondo tempo, e perde l'occasione di accorciare in alto la classifica. Così alla fine del girone d'andata la squadra giallorossa è solo sesta, al fianco della Fiorentina, con la Lazio un punto dietro e la Juventus due avanti, proprio nel turno di campionato che aveva visto nuovamente in difficoltà l'Atalanta (quarta, quattro punti sopra) e alla vigilia di un girone di ritorno che per la Roma partirà con un doppio complicatissimo confronto in tre giorni: prima il Milan a San Siro e poi la Juventus in casa. L'1-1 finale è stato la conseguenza di un tempo (il primo) regalato, dell'atteggiamento ostruzionistico dei sampdoriani (perdite di tempo continue addirittura dall'inizio, con le continue simulazioni di Candreva a far infuriare i giallorossi), del gol voluto e cercato da Shomurodov, attaccante entrato come seconda scelta (la prima è stato Felix, a sostituire Abraham messo fuori causa ad inizio ripresa da un fallaccio di Colley nel primo tempo, neanche sanzionato col giallo) e del pareggio di Gabbiadini, su calcio d'angolo con schema sul primo palo e deviazione sottoporta nel secondo, un po' come a Bergamo in occasione del gol poi annullato all'Atalanta, con la variante del palo che ha respinto la prima conclusione di Colley, poi ribadita in rete dal bomber di D'Aversa (al quinto gol consecutivo). Per la Roma è appena il secondo pareggio in campionato, dopo lo 0-0 con il Napoli, il terzo se si conta il 2-2 con il Bodo in Conference. Insomma, una bella delusione, dopo la strepitosa vittoria al Gewiss.

Ma che stavolta non ci fosse davanti l'Atalanta col suo gioco offensivo si è capito ben presto, quando D'Aversa ha tenuto basso sin dai primi secondi il suo blocco di squadra, solo apparentemente offensivo nel 4231 con Candreva e Askildsen esterni, Gabbiadini dietro Caputo e due registi in mezzo come Adrien Silva e Ekdal. Peraltro quando lo svedese si è arreso a un risentimento muscolare, al minuto 37, D'Aversa ha inserito Ferrari, un difensore, riportato Askildsen a centrocampo, avanzato il terzino Bereszynski ad ala e spostato Candreva a sinistra, per un atteggiamento ancora più difensivo. Logico che la Roma, schierata con la stessa formazione di Bergamo, faticasse stavolta a trovare trame offensive convincenti. Così il primo tempo è scivolato via a suon di sbadigli, nonostante il calore di quasi 50.000 tifosi che anche stavolta hanno affollato l'Olimpico, nel bel mezzo di un pomeriggio prenatalizio che ha paralizzato il traffico di tutta Roma Nord dalle 16 e fino a tarda serata. Mourinho non è caduto nella trappola tesa dal suo avversario (che con la Roma un paio di volte ha portato a casa tutto il montepremi proprio sfruttando la vena offensiva dei giallorossi e colpendo inesorabilmente in contropiede) ed è venuta fuori una partita oggettivamente brutta, priva di occasioni vere da gol nel primo tempo. Due mezze possibilità le ha avute la Roma, la prima viziata da un contatto ai limiti del lecito di Mkhitaryan su Adrien Silva per rubargli la palla, poi finita in verticale ad Abraham che si è aperto sul destro ma al momento della conclusione è stato sbilanciato da Colley e ha calciato fuori, la seconda su un'altra ripartenza rifinita da Abraham per Karsdorp con cross dell'olandese per l'inglese che però si è trovato la palla un po' all'indietro e l'ha deviata di testa piuttosto alto. La partita l'ha gestita la Roma, ma alla fine del primo tempo il possesso palla era addirittura a favore della Sampdforia, su linee di gioco però decisamente basse. Al 7° Viña ha sprecato una promettente transizione preferendo la conclusione personale da lontano (alta) piuttosto che lo sviluppo in superiorità numerica, con Mkhitaryan in promettente sovrapposizione. Al 25° su una punizione cagionata da un fallo di Bereszynski (piuttosto opaca la sua prestazione, di lui si parlava come possibile vice Karsdorp) su Viña, Ibañez ha girato in area il pallone su una torsione al contrario sul primo palo, ma l'occasione propizia non è stata sfruttata. Al 32° una pressione solitaria di Veretout ha sorpreso ancora il difensore polacco che pensando di essere solo a controllare il pallone ha allargato il piede colpendo quello del francese: classico caso di "imperizia", se Veretout fosse caduto sarebbe stato rigore chiarissimo, invece ha proseguito per crossare (male) in area e l'azione è sfumata. Al 40° una ripartenza ospite è stata vanificata dalla rifinitura sbagliata ancora di Bereszynski, nel finale di tempo hanno provato sia Zaniolo sia Mkhitaryan senza mai trovare distratto Falcone, sostituto del titolare Audero.

La rabbia di Abraham dopo il cambio per infortunio (AS Roma via Getty Images)

All'inizio del secondo tempo la pessima notizia per la Roma è stata l'infortunio di Abraham (che ha alzato bandiera bianca in seguito al fallaccio di inizio partita di Colley, dopo aver rassicurato Mourinho all'intervallo che ce l'avrebbe fatta), solo parzialmente compensata dalla soddisfazione per i tifosi dell'ingresso di Felix, idolo della curva e molto stimato evidentemente anche dal tecnico, con buona pace degli altri attaccanti in panca, Perez, Shomurodov, Mayoral ed il recuperato El Shaarawy. Nel secondo tempo tutti i numeri sono cambiati, la Roma ha progressivamente alzato la pressione e inserito via via giocatori più offensivi, dopo Felix anche El Shaarawy, per Viña, e Shomurodov, per Veretout, con Zaniolo abbassato a mezzala, e il Faraone restituito al suo ruolo a tutta fascia (mancina), con la strana coppia uzbeko-ghanese in attacco. Il primo vero pericolo della ripresa l'ha peraltro corso la Roma, su un'azione che lo stesso Mourinho ha definito a fine partita «fuori contesto», con un estemporaneo cross di Augello rimpallato in area, tocco rapido di Candreva ad ingannare Smalling e immediato tiro dell'ex laziale sul primo palo, ma la palla ha colpito la base interna del montante ed è scivolata via dalla parte opposta. Il pericolo scampato ha frustrato l'orgoglio romanista e la macchina ha cominciato ad alzare i giri. Al 17° Zaniolo ha sfruttato un'impasse degli avversari in seguito a un fallo laterale battuto velocemente e ha tirato un gran sinistro rientrando da destra, Falcone ha respinto a fatica in tuffo giusto sui piedi di Felix che al volo ha rimandato la palla verso la porta, in realtà colpendo dritte le mani protese del portiere sampdoriano, eroe per caso. Al 20° ancora il baby ghanese è intervenuto forte di testa a deviare un corner battuto sul primo palo, ma la palla si è alzata oltre la traversa. Al 26° Giacomelli ha fermato Shomurodov in area per un presuntissimo fallo ai danni di Colley, in realtà sbilanciato dal suo stesso impeto, ma non c'è stato neanche il tempo per recriminare perché un minuto dopo l'Olimpico è esploso per il triplice tentativo in area di Shomurodov, due volte addosso agli avversari e la terza all'angolino. La versione cauta e arcigna della Roma pareva insomma aver ancora la meglio di un avversario più ingenuo. E invece dopo il mancato raddoppio con inserimento di Zaniolo fermato regolarmente in tuffo in area da Falcone, è arrivato il già descritto gol di Gabbiadini. Dopodiché la Roma ha messo le tende nella metà campo doriana, ma non è stata fortunata nelle rifiniture e nelle conclusioni, soprattutto con Mkhitaryan che ha sprecato l'occasione migliore su una respinta corta della difesa su corner.