Il ritorno

È l'ora di Zaniolo

Mourinho lo rilancia in coppia per Abraham puntando a sfatare il tabù Atalanta. Il ventidue può essere l’uomo in più in una sfida che ormai non vinciamo da sette partite

Zaniolo (As Roma via Getty Images)

Zaniolo (As Roma via Getty Images)

18 Dicembre 2021 - 08:30

Gioca. Parola di re, al secolo Josè Mourinho da Setubal. Tocca di nuovo a Nicolò Zaniolo. Sarà lui il partner offensivo di Abraham nella Roma che a Bergamo andrà alla ricera di risposte importanti: sfatare il tabù degli scontri diretti che da troppo tempo ci vede uscire dal campo a capo chino; tornare a battere la Dea roba che non succede da sette partite e sono un'eternità; rilanciarsi in classifica per rimanere aggrappata a una complessa ipotesi Champions, metti che vinci a Bergamo e il Napoli si riferma a San Siro; fare un anticipato regalo natalizio a una tifoseria che non la lascerà mai sola e che pure allo stadio bergamasco ha assicurato il sold out del settore ospiti. E allora, vai Nicolò. Non pensare. Gioca, corri, inventa, stupisci. Fregatene se il primo gol in campionato non è ancora arrivato. Asseconda il tuo istinto di campione, capace di garantire effetti speciali, come hai fatto quando ti sei presentato nel mondo del calcio dei grandi, lasciando tutti a bocca aperta, compreso il commissario tecnico azzurro Roberto Mancini che, stai sicuro, ti sta aspettando nella certezza che potrai essere l'uomo in più, il giocatore in grado di portarci al Mondiale. Soprattutto ricordati e ricordagli. Era il ventisette gennaio del duemiladiciannove, sembra una vita fa. Quando guardavi in panchina riconoscevi la faccia sofferente di un Eusebio Di Francesco che sembrava la brutta copia di quello che avevamo visto contro il Barcellona. L'Atalanta era già una realtà europea del nostro calcio, il lavoro di Gasperini e del suo staff stava dando frutti che sono ancora sotto gli occhi di tutti. Pronti, via. Un cross di Kolarov (autore del gol, sempre a Bergamo, dell'ultima nostra vittoria contro la Dea con una punizione che passò sotto la barriera portando all'invenzione del giocatore-coccodrillo).Quel pallone lo vedi arrivare, qualsiasi altro giocatore avrebbe pensato di stopparlo e poi provare la giocata, non Nicolò Zaniolo, Dzeko sta tagliando al centro e te che fai? ti inventi un assist di petto che possono permettersi in pochi, non tanto farlo quanto pensarlo, perché è l'immginarlo che è il marchio dei giocatori di altra categoria. Uno a zero per noi. E poi, dopo il raddoppio sempre di Edin, un'altra giocata da applausi. Ripartenza di una Roma che in quel primo tempo di Bergamo sembrava una goduria per gli occhi e il cuore, pallone che ti arriva sulla fascia destra, alzi il capoccione, vedi El Shaarawy arrivare dall'altra parte e con quel sinistro che è un inno all'estetica del pallone, lo servi giusto giusto per il tre a zero. Sembrava una partita finita, poi come molti ricorderanno il risultato fu un pareggio da mettersi nelle mani nei capelli, una roba pazzesca e meno male che la partita finì altrimenti sarebbe stata una Caporetto. Ecco Nicolò, ricorda e riparti. Come se questi quasi tre anni trascorsi più in infermeria che in campo, fossero trascorsi come una necessaria medicina per poi tornare a occupare le prime pagine dei giornali. Non pensare a questo prolungato ritorno in cui, inevitabilmente, non potevi ritrovarti nello spazio di poche partite. Solo chi non è mai stato a lungo infortunato, può non capire cosa voglia dire fare per due anni lo spettatore con un breve intermezzo che per certi versi ha peggiorato le cose perché pensavi di esserne uscito fuori e invece sei stato costretto a ricominciare tutto da capo. Non cercare, come stai facendo da quando Mourinho ti ha detto vai e gioca, di garantire subito gli effetti speciali. Non ne hai bisogno. Gioca senza cercare te stesso, non c'è bisogno, ci sei, giochi, gli effetti speciali arriveranno naturalmente, li hai nel tuo dna, arriveranno e siamo sicuri che da quel momento tornerai a essere lo Zaniolo che ai suoi primi passi nel calcio dei grandi, ha stupito tutti. Da Bergamo può ricominciare tutto. Per Zaniolo e anche per la prima di Roma dello Special One che del Nicolò in versione effetti speciali ha un grande bisogno. Riparti. Anche se c'è stato il rischio di dover continuare a fare lo spettatore. Quello stop a Sofia, quel dolorino che dopo diciotto minuti da quando eri entrato al posto di Abraham, è alle spalle, è stato un problema che ha preoccupato tutti, ora c'è bisogno di ripartire. Mourinho ci punta su Zaniolo da quando è sbarcato da queste parti. Tra i due c'è stata anche qualche frizione, propedeutica però per un rapporto trasparente che al ragazzo arrivato dall'Inter può soltanto fare bene. Il portoghese lo ha mandato sempre in campo. Prima come esterno destro nella linea dei trequartisti quando il modulo di base ero lo spallettiano quattro-due-tre-uno, ora come partner offensivo dell'inglese in una coppia che può far sognare oggi, domani e pure dopodomani. I due quando hanno giocato insieme hanno dato risposte rassicuranti. Soprattutto quando hanno giocato vicini con l'obiettivo di puntare sempre la porta avversaria. Bergamo è il posto giusto per confermarlo.

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