Come nei film, il protagonista è tornato alla ribalta giusto in tempo, all'ultimo treno per la gloria, quando tutto sembrava perduto. Perché aveva giocato molto poco fino a giovedì pomeriggio Borja Mayoral, il protagonista della vittoria di Sofia, ma il 18enne Felix Afena-Gyan aveva giocato ancor meno di lui, e lo batteva 2-0 in quanto a gol segnati, il vero banco di prova per una punta. E se i tifosi cantano «il passato non si dimentica», è proprio per sottolineare la loro diversità: nel calcio il passato finisce nella differenziata in pochi mesi, e nessuno sembrava tenere conto della doppia cifra centrata lo scorso anno dal 24enne centravanti arrivato nel 2020 dal Real Madrid, 10 gol in serie A, 7 in Europa League. Contavano più i 2 gol fatti il 21 novembre dal numero 64 della Roma, che però a Sofia non c'era: non è in lista Uefa, non può essere inserito in lista B perché non ha i due anni di tesseramento richiesti, e comunque era ancora alle prese col Covid. Era risultato positivo il 30 novembre, due giorni dopo aver visto dalla panchina il successo con il Torino, venerdì ha annunciato sui social di essere tornato negativo: il giorno prima però, nella trasferta bulgara, lo spagnolo che stava superando nelle gerarchie di Mourinho aveva fatto vedere di non aver dimenticato come è fatta la porta, per il gran gol di tacco al 34', arrivato 19' dopo la bella giocata in area che aveva avviato l'azione di Abraham (palla sulla destra per Karsdorp, che ha poi messo in mezzo per la facile deviazione dell'inglese). Al fischio finale, dopo i due gol presi sullo 0-3, Mourinho invece di esaltarsi per il primo posto si è lamentato della prestazione dei suoi, ma poi ha aggiunto che Borja Mayoral è «una delle poche cose che mi è veramente piaciuta», perché «ha avuto qualità con la palla, ha giocato molto bene con le linee, ha avuto qualità nel gioco», concludendo che «l'atteggiamento non mi sorprende, lavora sempre molto». L'attaccante che per tre partite era finito in tribuna dopo la gara di Bodø (aprendo le porte proprio a Felix) è ormai da considerarsi pienamente recuperato. Abraham non si era mai perso, ma i due gol segnati in Bulgaria faranno comunque comodo e morale: nel suo primo campionato in serie A finora ha segnato 4 volte, la media si alza con i 6 centri in Conference, manifestazione di cui è capocannoniere. La Roma ha investito 40 milioni per affidargli la pesante eredità di Dzeko, concedendo al Chelsea anche una percentuale sulla futura rivendita e una clausola di riacquisto, Mourinho ben poche volte ha rinunciato a lui: solamente tre volte è partito dalla panchina, sempre in Conference, ma è sempre entrato, l'unica partita in cui non ha giocato da quando è arrivato è quella con l'Inter, per la quinta ammonizione rimediata contro il Bologna, che ha fatto scattare la squalifica. La partita di Sofia non sembrava un ostacolo insormontabile, ma Mourinho lo ha voluto far partire lo stesso dal primo minuto, perché i gol fanno morale e danno fiducia: l'inglese ne ha fatti due, e domani proverà ad aumentare il bottino in campionato contro lo Spezia, che ha la seconda peggior difesa del campionato (ma solo perché ieri la Salernitana, giocando una partita in più, ne ha presi 4, passando da 33 a 37 gol subiti, contro i 36 dei liguri). Sono lontani i tempi in cui si diceva che alla Roma mancavano i gol degli attaccanti: vero che i migliori marcatori in campionato restano Veretout e Pellegrini (fermo per infortunio dal quarto d'ora della gara con il Torino del 28 novembre, quando uscì toccandosi il quadricipite) ma nelle ultime gare gli attaccanti si sono dati una bella svegliata, aiutati anche dal cambio tattico di Mourinho, che è passato dal centravanti assistito da fantasista e due esterni alle due punte. Cambio di cui hanno beneficiato anche Zaniolo e Carles Perez: per entrambi nel 4-0 con lo Zorya è arrivato il secondo centro stagionale. Adesso si aspetta Shomurodov, che dopo un ottimo precampionato (iniziato in ritardo, perché la Roma ha ufficializzato il suo acquisto dal Genoa solamente il 2 agosto) è rimasto a lungo fermo a quota uno, il gol all'esordio in giallorosso, sul campo del Trabzonspor nel preliminare, e a zero in campionato. La sua prima partita da titolare in A con la maglia giallorossa non è stata fortunata (Verona-Roma 3-2, prima sconfitta di una squadra che ne aveva vinte 6 su 6), la seconda neppure (altro ko per 3-2, stavolta col Venezia: però ha trovato il primo gol in campionato), la terza insomma: la Roma ha vinto a Marassi, nello stadio dove aveva cominciato a studiare la serie A, ma lui è uscito sullo 0-0, e la partita l'ha decisa il compagno entrato al suo posto, il ghanese Felix. Al momento è il meno brillante di un attacco che va a mille, ma alle punte basta il tocco (o il tacco) giusto per lasciarsi tutto alle spalle. E con due posti a disposizione è tutto più facile. Per informazioni, citofonare Mayoral.