Un milanese diventato romano a suon di gol alla Lazio. Marco Delvecchio è tifoso della Roma. Uno di quelli veri. Uno che ha iniziato ad amare i colori giallorossi dopo averli conosciuti di persona. Ieri l'ennesimo riconoscimento: Super Marco è stato nominato Cavaliere della Roma. «Sono milanese per sbaglio, sono un romano nato a Milano – ha scherzato -. Quando sono arrivato qui ho subito legato con la città e la gente. Tuttora c'è un legame talmente speciale che mi sento ancora un giocatore nonostante siano passati dodici anni da quando non gioco più nella Roma. Ogni giorno sento l'affetto per strada da parte della gente». A generarlo non solo la disponibilità in campo e fuori quando vestiva la maglia giallorossa e vinceva lo scudetto, ma anche – se non soprattutto - i nove gol nei derby. «Li ricordo tutti come fossero oggi. In particolare mi viene in mente il primo che non fu fortunato: perdevamo 3-0 e ho fatto il 3-1. Poi nella successiva stracittadina ho fatto la doppietta, venivamo da quattro derby persi... Altra doppietta in quello del 4-1. Vincevamo 4-0 dopo mezz'ora, credo sia stata una partita incredibile. Essere 4-0 contro quella Lazio in così poco tempo... Non capita tutti i giorni un derby così». Indimenticabile poi «quello di Nesta per terra e l'ultimo: venivo da tre mesi di stop per una fascite plantare, Capello mi fece giocare proprio nel derby e ho fatto gol anche lì».Nove reti, un vero e proprio record. Battuto poi solo da un certo Francesco Totti. Derby che sabato tornerà ad infiammare l'Olimpico: «Pronostico? Vince la Roma, per forza». Anche perché, secondo Delvecchio, «la squadra di Di Francesco va molto bene, all'inizio della stagione non pensavo potesse fare così bene. Eusebio sta facendo un grandissimo lavoro e ne sono contento, visto che è stato un mio compagno ai tempi dello scudetto. Gli auguro il meglio. Penso che la Roma possa dire la sua anche per il tricolore. Tutti parlano del Napoli, ma i giallorossi in questo momento sono la squadra più in salute, con un organico molto completo». A stupire l'ex giallorosso non tanto i risultati in campionato, quanto quelli in Europa: « L'imbattibilità lì mi ha sorpreso. In campionato si sa che la Roma è al livello delle grandi».