Lo stadio del Ferro Carril Oeste sorge accanto alla ferrovia: al suo ingresso c'è un'antica locomotiva, segno dell'inscindibile legame tra il club e le antiche macchine a vapore che i suoi fondatori inglesi alimentavano nei giorni di lavoro. Negli inverni di Buenos Aires, da queste parti, il freddo non dà scampo a chi viene a vedere a sostenere la squadra verdolaga , oggi come dodici anni fa. Il 6 agosto del 2005, dall'alta tribuna stampa, il giocatore che risaltava di più era una "torre" della difesa della squadra di casa: Federico Julián Fazio.

Era il giorno del suo debutto e si distingueva per la sua altezza così come attorno allo stadio svettano gli alti edifici che caratterizzano la zona. Lo chiamavano "Flaco" e quello era il primo grande salto della sua carriera: il debutto in seconda serie argentina, la B Nacional. A diciotto anni, era uno degli elementi più promettenti del settore giovanile del club e si guadagnò gli applausi del pubblico sin dalla prima partita. Sin dall'età di dieci anni dalla sua zona, Ramos Mejía, aveva preso ogni giorno il treno per poche fermate fino a Caballito, dove ha sede la squadra dei ferrovieri: proprio il treno che viaggia sulla ferrovia a cui si deve il nome così particolare del club.

Caballito è una zona abitata dalla classe medio-alta della capitale argentina. L'ingresso dello stadio Arquitecto Ricardo Etcheverry è sulla Avenida Avellaneda, un lungo viale costeggiato da palazzoni i cui balconi, di fatto, costituiscono la continuazione delle tribune dello stadio e permettono a decine di persone di seguire le partite senza pagare il biglietto. Gli anni di gloria, da queste parti, sono stati gli 80. quando con Carlos Griguol come allenatore il Ferro conquistò i campionati del 1982 e del 1984, annoverando tra le proprie fila fuoriclasse come Alberto "Beto" José Márcico, poi idolo del Tolosa e del Boca Juniors. Negli anni seguenti andò in crisi e fu retrocesso fino alla terza serie,finché trovò la sua dimensione nella B Nacional, dove gioca dal 2003.

Al debutto in prima squadra,Fazio faceva parte di una rosa in cui il più anziano aveva 23 anni. Ed arrivarono quinti. Era solitamente impiegato come centrale nella difesa a quattro, anche se fino a due anni prima era stato centravanti per via dell'altezza e centrocampista grazie ai suoi piedi. Già dal suo primo campionato tra i grandi il gigante fece suo ogni pallone che arrivava dall'alto, ma non solo: le sue caratteristiche tecniche ben al di sopra della media facevano intravedere qualcosa del "Comandante" che sarebbe divenuto in seguito. Le sue grandi prestazioni accelerarono la sua dipartita dal Ferro.

Il 25 gennaio del 2007, circa un anno e mezzo dopo l'esordio in prima squadra, arrivò il Siviglia con 800mila euro e se lo portò in Spagna, dove passò prima per l'anticamera del Siviglia Atlético per approdare in prima squadra. Il suo score nella Serie B Argentina dice 48 partite e tre gol, ma la sua esperienza al Ferro parla soprattutto della nascita di un giocatore dal grande portamento, dal carattere umile e mai sopra le righe. Un futuro capitano senza fascia, sempre amato dal pubblico. Oggi è diventato definitivamente il "Comandante" e indossa la gloriosa maglia della Roma con la disinvoltura dei suoi 30 anni, adattandosi senza difficoltà alla difesa a quattro o a tre.

Dodici anni dopo, chi c'era lo può dire: il "Flaco" dalle gambe lunghe ha mantenuto le promesse di quegli applausi guadagnati nei freddi pomeriggi di Caballito.