Alla ricerca del fascino perduto. Ultimati gli ottavi di finale di Coppa Italia, è tempo di analizzare alcuni dati utili per sottolineare lo scarso appeal di una manifestazione che, da troppe edizioni, è diventata un appuntamento per pochi. In occasione delle otto gare disputate tra sabato e lunedì, con Lazio-Novara ad aprire i giochi e Roma-Entella a chiudere il programma, sono poco più di 107.000 gli spettatori che hanno preso parte alle sfide. Numeri condizionati da Inter-Benevento, match disputato in un San Siro deserto a causa della chiusura al pubblico. Il maggior numero di spettatori lo ha fatto riscontrare proprio la gara dell'Olimpico, tra Roma ed Entella, con 21mila paganti nonostante si sia giocata alle ore 21 di lunedì (19mila spettatori per Torino-Fiorentina, gradino più basso del podio con 15.500 per Bologna-Juventus). Una media totale di poco superiore alle 13mila unità che, se rapportata ad altre coppe nazionali, può render l'idea di quanto la Coppa Italia – al pari della Serie A – siano manifestazioni incapaci di attirare nuovi e vecchi tifosi. Guardando in Inghilterra, ad esempio, si potrà notare come – prendendo in considerazione le gare di FA Cup e Carabao Cup di otto club di Premier – la sola sfida dei 32esimi tra Manchester United e Reading, formazione di Championship, sia stata capace di far registrare circa 74mila spettatori pur essendo stata disputata alle ore 13.30 di sabato 5 gennaio.

Sono oltre 307.000 gli spettatori totali degli otto match di FA Cup presi in considerazione, per una media superiore a 38mila presenti a partita, nonostante la presenza di squadre come Tranmevere Rovers o Blackpool – che hanno ospitato due big come Tottenham e Arsenal grazie ad una formula a dir poco vincente – oppure Rotherham e Lincoln City, che hanno fatto visita ad Etihad e Goodison Park. Passando agli ottavi della Coppa di Lega inglese, in procinto di decretare le finaliste, sono stati più di 220mila gli spettatori coinvolti: da Burton a Bournemouth, passando per Chelsea, West Ham, Arsenal e fino a Manchester City, Leicester e Middlesbrough. Anche qui una media di circa 27mila presenti a partita tale da doppiare quelli di Coppa Italia. Impietoso il confronto con la Dfb Pokal, nota come Coppa di Germania. Andati in scena ad ottobre del 2017, sempre analizzando le sfide degli otto migliori club di Bundes, i sedicesimi di finale hanno fatto registrare una media di 33mila spettatori a partita, con il match Borussia Dortmund-Union Berlino (disputato alle 18.30 di mercoledì 31) capace di attirare 79mila spettatori paganti. In Spagna, invece, i ben più recenti ottavi di finale di Copa del Rey – andati in scena tra martedì e giovedì della scorsa settimana –sono stati seguiti da 168.000 spettatori, per una media di poco inferiore alle 21mila unità. Concludendo il confronto con le altre coppe nazionali, si noterà infine come la sola Francia abbia fatto registrare un dato peggiore: dai 9.655 spettatori di media dei 32esimi di Coupe de France – ferma restando l'analisi su club come PSG, Lione, Marsiglia – ai poco più di 9mila degli ottavi di Coupe de la Ligue. Un dato influenzato da un format che prevede la possibilità per squadre come Pontivy (quinta divisione) di ospitare il PSG, oppure di assistere all'incontro Andrezieux-Marsiglia.

Nonostante il costo dei tagliandi superiore o in linea con quelli della Coppa Italia e al netto di incontri disputati di lunedì sera quanto in giorni infrasettimanali o nei pomeriggi di sabato, diverse coppe nazionali continuano attirare un numero di tifosi fortemente superiore alla Coppa Italia. Escludendo quindi il discorso del caro-biglietti e quello del "calcio-spezzatino", fenomeni comunque da non sottovalutare, non resta quindi che una motivazione. La Coppa Italia, così come la Serie A, continuano a perdere fascino a causa di impianti non all'altezza di un calcio in continua evoluzione. In Europa molti hanno puntato sulla costruzione di nuovi stadi, in Italia – a parte rare eccezioni – andare allo stadio è diventato sempre più complicato e soprattutto il prodotto calcistico continua a perdere appeal, escludendo la resistente minoranza che mai abdicherà dal compito di tifare. La folla però è un'entità eterogenea con richieste e necessità diversificate. Alcuni invocano il diritto di sostenere la propria squadra senza troppe limitazioni economiche e non, altri le comodità tipiche di molti impianti europei. Una via da seguire esiste, basterebbe analizzare i dati e ascoltare le istanze dei tifosi tutti. Per evitare di continuare a duellare con la Francia per l'ultimo posto della speciale classifica delle medie spettatori. Per ridare alla Coppa Italia un format appetibile e soprattutto un pubblico all'altezza della manifestazione.