Non tutti, ma subito. José Mourinho ritrova altri pezzi di quel mosaico disgregato nell'ultima settimana da infortuni di varia natura e partenze per le nazionali. Rientrati ormai tutti gli effettivi dagli impegni con le rispettive selezioni. Negli ultimi due giorni sono tornati in gruppo anche tre elementi della rosa che erano stati fermati da problemi fisici. Gli stessi che li hanno riportati nella Capitale prima dei compagni: mercoledì è toccato a Nicolò Zaniolo, ieri è stata la volta di Lorenzo Pellegrini e Marash Kumbulla.
Il Capitano era stato fermato da una fastidiosa infiammazione al ginocchio, che lo ha costretto a disputare le partite precedenti alla sosta con infiltrazioni di antidolorifici e a rinunciare alla convocazione del ct Mancini dopo appena un giorno in azzurro. Da allora il numero 7 ha trascorso più di una settimana fra riposo e sedute personalizzate, per lenire il dolore e permettere al ginocchio di sgonfiarsi. Fino all'allenamento di ieri con il resto dei compagni, che a tre giorni dalla gara di Genova vuol dire rientro in campo per lui dal primo minuto.
L'infortunio dell'albanese è arrivato invece mentre era impegnato con la propria nazionale, all'inizio della sfida contro l'Inghilterra di Abraham. Un ko che sulle prime ha fatto temere qualcosa di serio, salvo poi essere ridimensionato dagli esami strumentali: soltanto un risentimento muscolare e il centrale è tornato disponibile prima del previsto. La sua presenza è significativa, perché può consentire a Mourinho di optare nuovamente per la linea difensiva a tre uomini dopo il match di Venezia.
All'appello mancano ancora Smalling e i due esterni sinistri Viña e Calafiori, la cui assenza simultanea ha già ispirato il cambio di modulo nell'ultima giornata. Per tutti e tre saranno decisive le prossime ore per stabilire eventuali rientri nella lista dei convocati. Nelle scorse settimane il buono stato di forma di El Shaarawy ha indotto lo Special One a schierarlo da esterno a tutta fascia e le risposte sono state positive. Il Faraone è dotato del necessario spirito di sacrificio per coprire l'intera corsia e dedicarsi anche alla fase di ripiegamento. Certo, ne può risentire in termini di lucidità sotto porta, come già accaduto nella ripresa della gara disputata in Laguna, ma al momento rappresenta una soluzione più efficace rispetto al mantenimento del reparto arretrato a quattro con Ibanez dirottato sull'esterno. Quando il brasiliano si è mosso da terzino, lo sbocco della manovra offensiva è ricaduto quasi interamente sul versante opposto occupato da Karsdorp. Con l'ex atalantino più bloccato accanto a Mancini e Kumbulla, la difesa appare più protetta e le fasce offrono maggiori alternative.
Tutto è ancora in ballo e molto dipende dagli altri eventuali recuperi. Ma nelle ultime due sedute prima del match di Marassi, a Trigoria saranno provate tutti i possibili sistemi di gioco. Al momento quella che appare confermata è la mediana formata dagli intoccabili Veretout e Cristante. Entrambi hanno fatto ritorno a Trigoria senza ingenti sovraccarichi per gli impegni con Francia e Italia: appena 4 minuti in campo per Jordan, due presenze ma con meno di 70' per Bryan. Saranno loro - come da abitudine consolidata - a coprire le spalle a Pellegrini e permettergli di innescare Abraham, tornato al gol anche con l'Inghilterra dopo aver rotto a Venezia il digiuno in maglia giallorossa che durava dalle ultime partite di settembre. Il centravanti ha reso ancora una volta merito a Mourinho, confermando che il tecnico è fondamentale soprattutto per la sua crescita caratteriale e per infondergli la cattiveria che gli mancava. La prova del nove per lui sarà proprio nella trasferta di Genova, contro una squadra in lotta per la salvezza e che ha appena cambiato allenatore. Dalla sua avrà l'apporto del solito immancabile seguito di tifosi romanisti. Ancora una volta i biglietti del settore ospiti sono andati quasi esauriti nel giro di pochissimo: saranno almeno 1.400 nello spicchio di Ferraris dedicato, più diversi altri nel resto dello stadio.