Paolo Rongoni, preparatore atletico della Roma ai tempi di Rudi Garcia, ha parlato ai microfoni di Centro Suono Sport. Tanti gli argomenti trattati, tra cui la situazione della Roma attuale e Zaniolo, fino ad arrivare agli infortuni giallorossi ai tempi in cui lo stesso Rongoni lavorava a Trigoria. Queste le sue parole:

Secondo lei il problema di Zaniolo è solo mentale o ci può essere qualcos'altro?
"Il secondo infortunio lo ha messo seriamente in difficoltà. Poi c'è da dire che più un giocatore è talentuoso tecnicamente più ci mette tanto a recuperare e a riprendere e a ritrovare quelle qualità, e non è un lavoro di palestra. Zaniolo non ha fatto nient'altro che rinforzarsi. Bisogna solo dargli tempo. Ha una struttura fisica importante e deve adattare il carico di lavoro alla sua struttura fisica".

La Roma è la squadra che usa meno giocatori. Quanto può essere rischioso andare avanti con un gruppo così ristretto di calciatori?
"Se la preparazione è stata fatta bene non ci devono essere problemi per i giocatori. Tra febbraio e marzo di solito si potrebbe riscontrare questo problema. È chiaro che a lungo andare giocare con gli stessi giocatori porta gli atleti ad affrontare un rischio maggiore".

Un giudizio sulla condizione atletica della Roma?
"La Roma viene da un cambio di sistema. Giudicare quello che sta succedendo ora sarebbe sbagliato. Qualche infortunio ha penalizzato la Roma ma non è questo un problema di Mourinho e quindi la condizione è legata a queste assenze. La possibilità che si facciano male è alta giocando molto spesso".

Nel periodo in cui lei lavorava alla Roma, vi chiedevate quale era il problema dei vari infortuni?
"Nella nostra gestione gli infortuni ci sono stati soprattutto nella prima parte di campionato, perché siamo passati da una stagione in cui la Roma giocava una volta a settimana a una stagione in cui giocavamo anche la Champions League quindi anche il ritmo degli allenamenti è cambiato. Quello che è più fastidioso è che la Roma non trova la soluzione a questi infortuni. All'epoca i campi erano un problema per gli infortuni poi Petrachi li ha cambiati ma non è cambiato molto. Sono cambiati dottori, preparatori e fisioterapisti ma il problema è rimasto. Roma a quanto pare accoglie in modo diverso i propri giocatori rispetto ad altre città. Bisogna andare a cercare forse da altre parti. Sicuramente l'alimentazione e il riposo hanno fatto la differenza, questi sono tutti stress che vanno aggiunti al carico dell'allenamento. Anche il traffico della Capitale influisce sulle condizioni dei giocatori. La soluzione credo sia legata anche al fatto della qualità della rosa. Il fatto di avere avuto grandi giocatori nella nostra gestione aiuta".