Roma-Milan non finisce più. E all'eco delle polemiche sull'arbitraggio si aggiunge un'altra coda. Ancora poco piacevole. Questa volta sono le decisioni del giudice sportivo a colpire i giallorossi. Sanzionata la Curva Sud con la squalifica di un turno per «cori insultanti e di discriminazione razziale nei confronti di due calciatori del Milan», Ibrahimovic e Kessié. Pena sospesa per un anno «con l'avvertenza che, se durante tale periodo sarà commessa analoga violazione, la sospensione sarà revocata e la sanzione sarà aggiunta a quella inflitta per la nuova violazione». Ovvero, se l'episodio dovesse ripetersi, il settore più caldo del tifo resterà a porte chiuse per due giornate. Non solo: il giudice Mastrandrea ha anche inflitto una multa di diecimila euro a José Mourinho «per avere, al termine della gara, in prossimità dell'ingresso dello spogliatoio dell'arbitro, assunto nei confronti del medesimo un atteggiamento ironico, proferendo parole irrispettose». La motivazione sarebbe risibile, se non fosse seguita a tutto quello che è accaduto in campo e alle (brevi) dichiarazioni dello stesso Special One al termine della gara: «Se parlo mi squalificano». Non è bastato evidentemente il freno verbale alle emozioni. Non soddisfatto dello scempio perpetrato ai danni della Roma in campo, il permaloso Maresca ha rincarato la dose sul referto. E il tecnico giallorosso è stato punito per ironia. Surreale. Ma vero.

Può avere effetti più gravi l'altra questione, che rischia di far chiudere la Curva appena due giornate (casalinghe) dopo l'estensione della capienza degli stadi. Centomila spettatori complessivi per i big match contro Napoli e Milan testimoniano l'enorme entusiasmo che coinvolge il pubblico giallorosso. Anche domani sera la gara di coppa con il Bodø (per la quale sono stati invitati gli operatori sanitari come già accaduto durante la pandemia) vedrà la presenza di quarantamila persone sugli spalti e perfino in trasferta i romanisti contribuiscono a far registrare il tutto esaurito (settore ospiti compreso), come quello già annunciato per la prossima a Venezia. Intanto la Roma sta valutando la possibilità di inoltrare ricorso, ma non prima di aver acquisito tutti gli atti alla base della sentenza. Nella tarda serata di ieri la società ha emesso un comunicato per chiarire la propria posizione. «Il club è concretamente impegnato da molti anni nel contrastare il razzismo e ogni forma di discriminazione. Come organizzazione, continuiamo a promuovere con ogni mezzo possibile un cambiamento positivo. A dimostrazione del nostro impegno continuo nel combattere questa piaga, calciatori e calciatrici dell'AS Roma partecipano periodicamente a incontri nelle scuole nei quali si diffondono valori come uguaglianza, rispetto e inclusione dentro e fuori dal campo. Non essendo in possesso di tutte le informazioni sugli episodi citati e degli atti relativi al provvedimento del giudice sportivo, il club è già in contatto con le autorità e le istituzioni competenti per verificare quanto accaduto». Non c'è traccia dell'annuncio dello speaker al 35' della ripresa per bloccare i presunti cori contro Kessié cui fa riferimento il giudice. Differente la situazione del battibecco a distanza fra il pubblico e Ibrahimovic, che dopo il gol segnato si è rivolto ai romanisti mostrando le orecchie e mandando baci in segno di sfida. Lo slogan è stato lo stesso subito da Vlahovic qualche settimana fa. In quel caso senza alcuna conseguenza.