Torna a vincere in trasferta la Roma dopo due mesi (29 agosto, Salerno), vince per la prima volta in rimonta (era accaduto con il Cska in Conference League) e soprattutto resta con il treno delle prime, tutte vittoriose nel turno infrasettimanale tranne la Juventus, sconfitta in casa dal Sassuolo. Torna a vincere in campionato dopo il pareggio col Napoli e la sconfitta proprio con la Juve e lo fa in capo a una partita che s'era parecchio complicata, dopo un primo tempo di pura gestione e noiosa accademia di giro palla, un inizio di ripresa reso indigesto dall'ennesimo gol regalato (papera stavolta di Viña, e gol di Pavoletti), il rischio del crollo mentre Mourinho sceglieva la trazione anteriore (in campo il giovanissimo Felix, 2003, difesa a tre con Karsdorp centrale altissimo, e due esterni di centrocampo come Zaniolo ed El Shaarawy) e Pavoletti aveva sul piede la palla (sprecata) del 2-0, e infine la rimonta su calci piazzati, prima il pareggio con Ibañez su angolo di Pellegrini, poi la magnifica punizione del capitano messa da destra sotto il sette alla sinistra di Cragno. Nel finale qualche protesta del solito Mazzarri per un sandwich di Mancini e Ibañez ai danni di Pavoletti, ma bene ha fatto l'attento Pezzuto a non intervenire: con la palla altissima e inutilizzabile, l'azzurro ha solo contenuto l'avversario per non farlo muovere mentre il brasiliano stringeva dall'altra parte, la collisione è stata inevitabile, ma non c'è stata alcuna irregolarità non rilevata. Sudando, ma alla fine i tre punti sono arrivati e questo era l'importante.

Del resto questo Cagliari sapeva di giocarsi parecchio, rimasto solo in fondo alla classifica dopo il blitz della Salernitana a Venezia, e con lui Mazzarri, riemerso nel calcio di Serie A dopo anni di oblio. Così ha affrontato Mourinho con uno schieramento multiforme, 352 in impostazione, con Zappa stretto con Ceppitelli e Carboni, con Bellanova e Lykogiannis esterni piuttosto avanzati, tre centrocampisti guidati da Grassi, e Joao Pedro a supporto di Pavoletti. Sull'impostazione della Roma, però, il brasiliano si apriva a schermare almeno i primi passi di Karsdorp, il terzino greco si abbassava all'altezza della difesa, con Zappa che si allargava a fare il quarto. 451 di grande sostanza. Di fronte la solita Roma, con Mourinho costretto alla tribuna con gli auricolari (in stretto contatto con la panchina, guidata nell'occasione da Joao Sacramento), e il consueto 4231 un po' statico, con Mkhitaryan nella solita versione pallida, Zaniolo a dannarsi vanamente l'anima, Abraham insolitamente apatico e Pellegrini a cercare varchi mai trovati. Perché la manovra romanista non era mai veloce e nella salita graduale del campo il Cagliari aveva tutto il tempo di abbassarsi con undici giocatori sottopalla a chiudere ogni varco. Così le occasioni non sono mai capitate nello sviluppo corale di una manovra, ma solo per le iniziative sporadiche dei giocatori o su palla inattiva. L'occasione più grossa ce l'ha avuta però il Cagliari all'8°, con un preciso lancio di Marin alle spalle di Viña ben controllato da Bellanova (giovane esterno di scuola milanista, classe 2000), e scaricato sulla parte bassa della traversa da posizione defilata. Ma poi il Cagliari si è ritratto nella sua metà campo e il possesso palla è stato quasi interamente gestito dalla Roma, senza che però la manovra trovasse mai sbocchi promettenti. La prima occasione è stata al 15° per Cristante di testa, su corner di Pellegrini spedito sul primo palo, alta la deviazione. C'è voluto un altro quarto d'ora abbondante per vedere un'altra palla potenzialmente vincente vicino alla porta di Cragno, su lungo cross di Karsdorp da destra verso il secondo palo, con deviazione di Abraham contrata da Ceppitelli. L'unica azione realmente efficace in penetrazione c'è stata al 35°, con Pellegrini a servire Zaniolo e a seguire per Viña, sul cui cross Cragno ha anticipato tutti in tuffo scaraventando però il pallone addosso a Abraham, e sul rimpallo la palla è uscita. Zaniolo è stato ammonito per un fallo su Marin al 38°, mentre al 47° ha provato a sorprendere Cragno rientrando da destra sul sinistro, ma chiudendo troppo la conclusione.

El Shaarawy ha sostituto all'inizio della ripresa Mkhitaryan, colpito al sopracciglio a fine primo tempo e la manovra se ne è giovata anche se a sorpresa è stato il Cagliari a ritrovarsi in vantaggio: lungo cross di Marin da sinistra, Viña in vantaggio su tutti ha clamorosamente ciccato però l'intervento di testa, così la palla è sbattuta su Bellanova per l'involontario e irresistibile assist per Pavoletti, abile a girarsi rapidamente e a infilare Rui Patricio, con Mancini e Ibañez poco reattivi. Mentre Mourinho studiava i correttivi, El Shaarawy ha sfiorato il pareggio con una splendida rovesciata, su assist di Zaniolo. Poi le scelte della panchina: dentro addirittura Felix, classe 2003, fuori il colpevole Viña, per uno sbilanciatissimo 3412 con Karsdorp terzo centrale in realtà sempre proiettato in avanti, due mediani e due esterni come Zaniolo e El Shaarawy, e Pellegrini alle spalle di Felix e Abraham. Con l'equilibrio difficile da trovare la Roma ha rischiato il tracollo con un cross da destra di Deiola con il geniale velo di Joao Pedro per Pavoletti, solo a centro area e quasi sorpreso per l'occasione, ciabattata addosso a Rui Patricio. Sull'onda del pericolo corso la Roma ha rialzato la testa, sfiorando il gol subito con Felix (bel destro dopo ottimo controllo, deviato in corner da Pavoletti), poi con Zaniolo di testa. E quando al 22° su uno sviluppo geniale di Zaniolo per Karsdorp in fuga sulla fascia, Pellegrini in scivolata ha preso la parte bassa della traversa, il segno che ha dato il destino faceva prefigurare un'altra triste serata per i 400 romanisti arrivati pure alla Sardegna Arena per di più in un giorno feriale. Ma non era finita: su calcio d'angolo di Veretout spizzato da Cristante, Mancini si è trovato sul piatto il gol del pareggio, ma la sua deviazione è terminata fuori.

E invece proprio il destino ha dato una mano alla Roma, con il minuto delle sliding doors della partita e magari del campionato giallorosso: al 25° una percussione sulla destra del Cagliari, senza un terzino a vigilare, ha trovato sviluppo nel cross forte e basso da destra di Bellanova, su cui Pavoletti si è fiondato in volo plastico di testa, la sua specialità, ma sulla traiettoria si è tuffato Rui Patricio e l'insidia è stata respinta. Un minuto dopo e la Roma ha avuto un altro angolo da sfruttare (il decimo della serata) e l'ha fatto al meglio: perfetto calcio a uscire di Pellegrini, bella schiacciata di Ibañez, palla sul palo interno e poi in porta. Poi l'episodio definitivo: Zaniolo al 31' ha strappato a modo suo il pallone a Lykogiannis ed è andato in fuga, e quasi in area ha subito il ritorno dell'avversario che l'ha steso sbilanciandolo con un intervento che solo la faziosità di Mazzarri poteva ritenere regolare. A far esultare lo spicchio giallorosso ci ha pensato così Pellegrini, con una punizione di interno destro sul primo palo, preciso come il miglior Messi. In vantaggio Mourinho prima si è rimesso col 4231 inserendo Calafiori per Zaniolo, poi, nel finale, con il 541, con l'ex reprobo Kumbulla al posto di Veretout e la Roma non ha più rischiato niente, se non in quell'episodio su cui Mazzarri ha pianto tutto il postpartita. Come fa sempre.