Arriva "Spallettone" all'Olimpico, forse l'avversario migliore per celebrare un eventuale ritorno alla vittoria per scacciar via (ma non «per dimenticare», cit.) i fantasmi di una pessima serata di coppe e gli avvoltoi che hanno subito ripreso a volteggiare, forse l'avversario peggiore per provare a farlo, visto che il suo Napoli è lanciatissimo in testa alla classifica a punteggio pieno e non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi.

La botta di giovedì non è stata ancora assorbita e non poteva essere diversamente. Mourinho nella conferenza stampa di ieri ha spiegato come niente potrà lenire la ferita, neanche vincere con il Napoli 6-1 (ma di sicuro sarebbe un ottimo balsamo...). Il portoghese resta l'istrione di sempre, a suo agio nei mari tempestosi in cui qualche collega dialetticamente annega. Ma sente sulla sua pelle la responsabilità del pesantissimo risultato infrasettimanale. Sa che adesso non è più il tempo delle chiacchiere, ma qualche sassolino dalle scarpe almeno in riferimento ai suoi maleinterpretati rapporti con la proprietà e con il ds e magari anche con i dirigenti del più recente passato se l'è voluto togliere.

Stasera parlerà il campo. Di fronte due squadre piene di stelle che giocano peraltro in maniera simile, ci saranno due attaccanti centrali con le stesse attitudini, esterni tecnici da cui ci si aspetta sempre un guizzo, un centrocampo tenace e muscolare (con Anguissa, obiettivo della Roma sfumato, arrivato giusto in tempo a far quadrare il cerchio di Spalletti), e una difesa su cui costruire qualcosa, con un fuoriclasse in quella del Napoli, Koulibaly, e buone prospettive in quella della Roma. L'anno scorso una doppietta di Mertens spense le residue speranze di Fonseca di trovar posto tra le prime quattro, all'andata andò ancora peggio, un 4-0 piuttosto significativo. La superiorità della squadra napoletana sulla Roma, insomma, è sembrata evidente anche nei confronto diretti. L'ultima vittoria giallorossa è datata 2 novembre 2019, reti di Zaniolo e Veretout, due giocatori tra i più attesi stasera, risparmiati nel gelo norvegese per essere al top all'Olimpico.

Spalletti contro la Roma rappresenta poi un grande classico. Sono 19 i precedenti, nonostante la doppia militanza in giallorosso, con uno score di appena 4 vittorie per lui, 6 pareggi e 9 sconfitte. Tra le grandi squadre, solo con la Juventus (0,50) Spalletti ha una media punti inferiore (con la Roma è 0,95). Dalla prima volta sono passati più di 24 anni (31 agosto 1997, Empoli-Roma 1-3), gli ultimi due sono stati due pareggi tra Inter e Roma nella stagione 2018-19. Sempre con i nerazzurri vinse all'Olimpico 3-1 il 26 agosto 2017. La partita cronologicamente precedente fu invece una sconfitta per lui, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia con l'Udinese il 19 maggio 2005 (1-2). Dopo averla guidata, insomma, ci ha giocato quattro volte, e sono stati tre pareggi e quella già citata vittoria. Mourinho (con l'Inter) e Spalletti (con la Roma) si sono affrontati quattro volte, e il portoghese è ancora imbattuto. Dopo una polemica a distanza, Spalletti nel 2008 commentò così: «Dalle mia parti si dice che dove c'è un furbo c'è sempre un bischero. E io la parte del bischero non la voglio fare». Chissà chi la farà stasera.

Insomma, ci sarà fibrillazione all'Olimpico, che torna in una veste in cui non eravamo più abituati a vederlo e non solo per il Covid. La Roma ha fatto sapere ieri che mancano appena 800 posti al sold-out. Significa che, tra abbonati (per la prima volta ci saranno anche loro, e sono più di 20.000) e paganti, sono comunque quasi 47 mila i romanisti che domani assisteranno alla partita. 500 i sostenitori napoletani. Insomma, sarà il Roma-Napoli con più tifosi da quello del 28 gennaio 2001, stravinto dai giallorossi (3-0). 20 anni, quasi 21 che non si vede tanta gente allo stadio per la sfida con i partenopei. Inutile aggiungere altro.