A volte basta la normalità. Quando il mondo inverte il senso di marcia e sembra procedere al contrario, anche poche parole di buon senso possono avere la funzione di far recuperare la rotta. «Mi viene da pensare a chi ancora parla di muri, barriere e razze. Il calcio è vita. L'amore è l'unica via»: quelle postate sui propri profili social da Juan Jesus come augurio per il nuovo anno, costituiscono soltanto un lodevole esempio di quanto possano fare per primi i giocatori per cambiare le storture del mondo di cui sono protagonisti.

Se il 2018 è finito bene per la Roma, non altrettanto si può dire per l'intero movimento calcistico italiano. Il tanto reclamizzato boxing day - usanza mutuata dal football inglese - ha lasciato scorie difficili da digerire per la nostra Serie A. Gli incidenti che hanno preceduto Inter-Napoli hanno causato il più tragico dei bilanci, con una vita spezzata. E dentro lo stadio il clima ha continuato ad essere dei peggiori, sia pure in ambiti differenti. I "buu" di stampo razzista che si sono riversati sul difensore azzurro Koulibaly hanno fatto il giro del mondo, fornendo un'immagine tutt'altro che lusinghiera del nostro campionato. Le polemiche che ne sono seguite hanno avuto il sapore acre di una giornata di festa mai tanto indigesta.

A distanza di meno di una settimana dai fattacci di San Siro, Jesus è tornato sull'episodio. Traendo spunto dalla data: Capodanno, un'altra festa, gli auguri scambiati con le persone care, un rituale che coinvolge tutti. E che il brasiliano ha preso da spunto per il post pubblicato su Facebook: «Buon anno amici. Mi viene da pensare a chi ancora vuole separarci. Distinguerci. Creare barriere o muri. Parlare di colori diversi, paesi o razze. Il calcio è vita, e la vita è passione. Questo è il punto: su questo pianeta siamo insieme!!!! Dobbiamo rispettarlo e amarlo. Vivere con il cuore e costruire un mondo migliore da lasciare ai nostri figli. E questo lo si può fare solo con il rispetto dell'altro, della diversità che rende tutto più bello e unico. Apprezzando le persone e la natura: dagli animali all'ambiente. L'amore è l'unica via. Il resto sparirà». Senza polemiche o acredine, come sua abitudine.

Già, perché nel recente passato a Jesus è capitato - suo malgrado - di trovarsi a fronteggiare in maniera diretta lo scempio del razzismo. Lo ha fatto sempre con educazione e civiltà, a volte con ironia, dando anche l'esempio di come i social network possano essere utilizzati senza far ricorso al costante uso dell'insulto. All'indomani della sconfitta casalinga contro l'Inter dello scorso campionato, qualche "mente illuminata" aveva rivolto al difensore la tristemente consueta serie di improperi a sfondo razziale. Episodio ripetuto qualche mese più tardi, perfino all'indomani di una vittoria (con l'Udinese, e tanto per confermare che le questioni calcistiche contano meno di zero per questi personaggi). In entrambi i casi, il giocatore ha fatto capire che non avrebbe lasciato cadere la questione in sordina. E anche stavolta che è toccato a un suo collega non si è tirato indietro. Jesus ha indicato la via: non resta che seguirla.