Schick resuscitato. La perla di Zaniolo. E, pure, i sedici marcatori diversi finiti nel tabellino dei marcatori in campionato. Una cooperativa del gol che, fin qui, ha provato, tra alti e bassi, a rendere meno pesante l'assenza del cannoniere principe. La Juventus ha Cristiano Ronaldo, l'Inter Icardi, la Lazio Immobile, il Milan Higuain (peraltro in crisi), il Napoli Insigne e non solo, la Roma ha la cooperativa del gol.

Nessuno come la Roma

Non c'è una squadra in Europa che può vantare sedici marcatori diversi. Erano quattordici fino al fischio iniziale della partita contro il Sassuolo. Si sono aggiunti Perotti, tornato titolare dopo una vita (ultima volta sul campo del Bologna), che ha trasformato con il suo stile un calcio di rigore. E, poi, soprattutto quello sfacciato dicianovenne di Nicolò Zaniolo autore di un gioiello che, non sappiamo a voi, ma a noi ha fatto tornare in mente il dieci che ricordate bene tutti voi. Se non altro perché quella giocata da campione, scatto in verticale dopo uno splendido lancio di Ünder, finta a rientrare, rifinta a mettere seduti difensore e portiere degli emiliani, scavetto di sinistro, ci ha ricordato un gol del dieci di cui sopra contro il Torino, doppio controllo di suola, finta di tiro, gol e ovazione. Tornando alla somma che fa il totale, sono cinque i difensori che sono andati fin qui in gol: Kolarov ne ha messi a segni quattro, Fazio uno di meno, Florenzi un paio, Juan Jesus e Manolas uno. Cinque pure i centrocampisti, dando a Pastore (due gol di tacco) il ruolo di centrocampista, che hanno visto il loro nome scritto nel tabellino dei marcatori: Cristante è il bomber di reparto con tre, poi Nzonzi, Lorenzo Pellegrini e, appunto, Zaniolo con uno. In rete sono andati anche tutti e sei gli attaccanti a disposizione di Eusebio Di Francesco. L'appena recuperato El Shaarawy (ieri sera in panchina, lo rivedremo in campo a Parma?) è stato il più prolifico con cinque, poi Schick,
Dzeko e Under sono a quota due, Perotti e Kluivert a uno. In totale sono state trentadue le reti realizzate dai giallorossi in queste prime diciotto partite di campionato, una media non esaltante ma neppure da buttare via. Del resto, lo ha certificato anche Di Francesco, il vero e finora insoluto problema della Roma di questa stagione, è la fase difensiva, ovvero una tendenza poco piacevole a prenderli i gol (in campionato sono ventiquattro), con la rete di Babacar di ieri sera nel finale di partita, sono salite a nove le partite consecutive in cui Olsen ha incassato almeno un gol. Tornando a gol, c'è da aggiungere che all'appello con la rete avversaria, mancano De Rossi, Santon, Marcano, Luca Pellegrini, Karsdorp e Coric con gli ultimi tre, peraltro, che hanno un minutaggio molto basso.

Finalmente Schick

In attesa che in qualche maniera venga risolto il problema difensivo che, sia chiaro, coinvolge tutta la squadra non solo la linea arretrata, la Roma può provare a regalarsi un mezzo sorriso, con il ritrovato Patrick Schick. Il ceco non ha fatto ancora niente, ma la partita contro il Sassuolo ci ha riconsegnato il giocatore che, fin qui, si era visto soltanto nel suo primo anno italiano giocato con la maglia della Sampdoria. Ora chissà che tra un po' di tempo non si possa dire che in un tardo e freddo pomeriggio di festa, in un inedito o quasi boxing day italiano, non sia cominciata tutta un'altra storia per un ragazzo che in un anno e mezzo in giallorosso aveva quasi sempre dato soltanto risposte negative. Un gol, un rigore procurato, una serie di giocate da calciatore e, pure, però, una rete di testa fallita all'interno di oltre un'ora di gioco in cui probabilmente ha anche allontanato l'idea che la società, se mai ce l'avesse avuta, decidesse di mandarlo a giocare in prestito nell'ormai prossimo mercato di gennaio. Certo, sta tornando Dzeko, ma lo Schick di ieri sera può essere più di un'alternativa.