Continua a far discutere lo stato del campo dell'Olimpico. Prima la Roma, poi la Lazio, poi la Lazio e poi la Roma. Adesso la Nazionale. La novità di ieri - che era nell'aria da un po' - è che Italia-Svizzera, la partita del 12 novembre decisiva per la qualificazione al Mondiale, potrebbe non giocarsi all'Olimpico, come invece programmato da tempo. L'allarme è stato lanciato in Figc per le condizioni del terreno di gioco e, secondo quanto "battuto" dall'Ansa ieri, sono in corso valutazioni dopo la notizia che lo stadio romano ospiterà il sabato precedente, 6 novembre, la partita di rugby Italia-Nuova Zelanda e domenica 7 si giocherà Lazio-Salernitana. È il doppio impegno a destare preoccupazione per le condizioni di un terreno di cui si sono già lamentati ampiamente i due club che giocano ogni settimana nell'impianto del Foro Italico.

Sulla questione domani è in programma un incontro, nel quale Figc e Sport e Salute parleranno anche di programmi futuri, ma che verterà anche e soprattutto sul tema. Non sorprenderebbe se gli organi federali comunicassero già domani la decisione di giocare altrove. Magari in un campo che non è usurato una volta a settimana se non due: Roma e Lazio giocano il campionato e le coppe e alle normali partite va aggiunto l'allenamento "internazionale" della squadra ospite, oltre ai defaticanti post partita (come fa la Roma di Mourinho da inizio stagione). Perché l'Italia non dovrebbe quindi considerare di andare a disputare una partita, per altro importantissima, in campi che ospitano squadre che fanno solo il campionato e quindi "usurano" il terreno una volta ogni due settimane? Se Mancini e i suoi vogliono un campo migliore dovranno optare per un terreno che non abbia fatto già un numero di partite paragonabile a un intero girone di un campionato, come l'Olimpico. In principio fu Mourinho dopo la gara col Raja Casablanca a tuonare contro i giardinieri dell'Olimpico esaltando invece il terreno di Trebisonda dove la Roma aprì la stagione in Conference League.

Allora l'Olimpico aveva un terreno troppo "giovane": con la gramigna (verde d'estate, che in ottobre diventa marrone in natura, costituendo di fatto il tappeto, e non ingiallisce perché invecchia o si rovina) e il più verde loietto che dovevano ancora "carburare". Sport e Salute chiese scusa e si adoperò, con lo stimolo di migliorare nel tempo le condizioni. Poi arrivata la pesante critica di Sarri e ancora, qua e là, quella di Mourinho. Non una grande pubblicità, ovvio, se anche la Nazionale ora storce il naso. Ma mai vissuta come un'offesa da chi gestisce il campo: l'obiettivo resta quello di soddisfare al meglio due allenatori così ambiziosi come quelli degli inquilini Roma e Lazio e tornare l'impianto che ha dato il via alle notti magiche azzurre di Euro 2020.