Quinta sconfitta in campionato, settima in totale in ventitrè partite ufficiali. Appena nove vittorie in tutto, tre in Europa. Trentuno gol incassati nelle stesse partite, ventitrè nella penisola. Doppiati dalla Juventus, quarantanove punti contro ventiquattro. Meno diciassette dal Napoli, meno nove dall'Inter. Decimo posto in classifica, roba che, giuriamo, non ricordiamo da quanto tempo dopo diciassette partite la Roma fosse così in basso nel nostro campionato.

Sono numeri che possono legittimare solo un bilancio: bocciatura. Su cui non si potrebbe proprio discutere pensando anche a una serie di prestazioni (Bologna, Chievo, Atalanta, Udinese, Spal, Cagliari e ci fermiamo qui) che hanno sempre dato il senso di una squadra piuttosto sbagliata, con carenze strutturali evidenti e oltretutto falcidiata dagli infortuni (non è una giustificazione, semmai un aggravante). È il quadro di una situazione molto, ma molto vicina al fallimento. Eppure, visto che siamo degli inguaribili ottimisti, siamo convinti ci sia ancora la possibilità di una prima parte di una stagione fin qui oltre i confini della realtà. Tre i fattori con cui proviamo a consolarci: la Champions del prossimo anno è a quattro punti di distanza; il recupero degli infortunati; il prossimo mercato di gennaio.

Quarto posto

Diciamo che i primi tre sono andati (e sull'Inter terza si potrebbe pure discutere). Per tornare a giocare la Champions nella prossima stagione, rimane solo il quarto posto perché neppure il nostro inguaribile ottimismo riesce a immaginare questa Roma in grado di arrivare in fondo a questa e vincerla. Quel quarto posto, nonostante tutto, nonostante i numeri che vi abbiamo snocciolato sul disastro combinato fin qui dai giallorossi, rimane distante soltanto quattro punti. Una partita o poco più.

Semmai il problema è la fila che si è formata all'inseguimento della Lazio a quota ventotto e dei tanti milioni di euro che garantisce la qualificazione al girone iniziale della coppa con le grandi orecchie. Milan, Fiorentina, Sassuolo, Atalanta, Sampdoria, Torino, una marea di pretendenti, tutte raggruppate nello spazio dei tre punti che valgono una vittoria. Ma il ragionamento a cui ci aggrappiamo è questo: se la Roma dopo un girone d'andata disastroso è ancora aggrappata alla possibilità di raggiungere il quarto posto, questo vuole dire che potrebbe essere sufficiente un buon girone di ritorno per potersi mettere dietro tutte le pretendenti. A patto, comunque, che nelle prossime due che concluderanno il girone d'andata, Sassuolo in casa e trasferta a Parma, si facciano sei punti. A quel punto si rifaranno i conti.

Gli infortunati

Ieri sera a Torino abbiamo rivisto in campo nel finale prima Perotti (l'argentino c'è sembrato vivo) e Dzeko. Dalla prossima saranno due risorse in più. El Shaarawy e Lorenzo Pellegrini non sono lontani dal completo recupero, è possibile che entrambi possano farcela per Parma, magari andando in panchina contro il Sassuolo. E poi c'è la questione De Rossi. Il Capitano per Torino non è stato neppure convocato, la terapia conservativa fin qui lo è stata fin troppo, nel senso che il fastidio al ginocchio è ancora presente. E se il problema, come ha detto lo stesso De Rossi, è la cartilagine, il rischio di dover ancora rinviare il rientro è molto, molto concreto.

Il mercato

Di Francesco nella conferenza stampa della vigilia contro la Juventus, ha detto chiaro e tondo che la Roma farà qualcosa sul mercato di gennaio che i capoccioni del nostro calcio hanno pensato di prorogare fino alla conclusione del primo mese del 2019. In partenza è dato Marcano (Siviglia?), in questo caso dovrà arrivare un centrale difensivo. E poi serve come l'acqua nel deserto un centrocampista di corsa, fisicità, interdizione per completare un reparto troppo uguale a se stesso.