Il meteo del tifoso di curva dice ormai sempre la stessa cosa: sereno variabile. Goditi la giornata all'aperto ma porta l'ombrello perché potrebbero piovere multe. Lo sa ormai ogni abbonato del settore più caldo dell'Olimpico, soprattutto chi fa parte dei gruppi organizzati: goditi la partita ma sappi che per qualche motivo potrebbe arrivarti una multa da 167 euro. Stavolta è toccato a un ragazzo diciottenne, "colpevole" di aver guardato Roma-Inter del 2 dicembre poggiato alla vetrata del ballatoio in cima alle scale che portano all'interno dell'Olimpico. Sì, proprio lì dove tutti siamo rimasti a bocca aperta la prima volta che siamo entrati all'Olimpico. Lì, dove chiunque abbia avuto un abbonamento in curva sa benissimo che la calca, certe sere, è tale da obbligare a fermarsi lì per almeno un tempo. A quale frequentatore della curva non è mai capitato di arrivare in ritardo e di scrivere agli amici "non riesco a passare, vi raggiungo all'intervallo"?. Lì, un ragazzo di diciotto anni ha seguito la partita in piedi, coi gomiti appoggiati alla balaustra, assieme ad altre persone. Tutti multati? Non risulta. Come non risultano multate le migliaia (decine di migliaia?) di persone che hanno guardato la partita poggiate a quella balaustra in questa e in altre stagioni.

È proprio questo uno degli aspetti più controversi legati alle multe che piovono sull'Olimpico ormai da anni: il loro essere occasionali, spesso mirate proprio a componenti dei gruppi organizzati, e concentrate quasi esclusivamente nella Curva Sud nonostante le stesse violazioni si verifichino spesso anche in altri settori. Lo ribadiamo in ogni articolo sul tema: le sanzioni, dal punto di vista formale, sono inappuntabili. Come è infatti riportato sul verbale, il ragazzo multato ha violato la lettera B del secondo capoverso del Regolamento d'Uso dello Stadio Olimpico, che vieta di "sostare in prossimità di passaggi, uscite, ingressi lungo le vie di accesso, di esodo e ogni altra via di fuga senza giustificato motivo". Il problema, ovviamente, non è il perché non multano tutti gli altri, ma perché il buon senso di non multare centinaia di persone a ogni partita prevalga quasi sempre e non sempre e basta.

Il verbale della multa da 167 euro

In una curva stipata di gente, in cui la gestione dei flussi è quantomeno discutibile e dà spesso luogo a momenti di tensione o di rischio, capita quasi sempre che all'ingresso dei settori si crei un capannello di persone che guarda la partita da là e non da un sedile difficilmente raggiungibile (o a visibilità limitata, o dove cola acqua, o dove piovono escrementi di piccione, eccetera). Punirne uno per non educarne cento è una mossa cieca e inspiegabile per chi vive lo stadio tutti i giorni e sa che molte puntigliose norme del Regolamento non sono quasi mai rispettate e giustamente non vengono sanzionate. Ad esempio, una obbligherebbe tutti i presenti a conservare il biglietto: a qualcuno è mai stato chiesto all'uscita?

Abbiamo vissuto la stagione delle multe per cambio posto, poi è prevalso il buon senso di non punire chi, senza ledere i diritti di nessuno, occupava un sedile non assegnato o scambiato con un'altra persona. Abbiamo vissuto la stagione delle multe per chi si alzava sulla balaustra per lanciare i cori, poi è prevalso il buon senso di realizzare delle strutture adeguate che consentono di svolgere questa attività nel rispetto delle regole. Ora viviamo la stagione delle multe contro chi sosta in certe zone interdette e quella delle multe contro chi espone uno striscione non autorizzato: un anno esatto fa scoprivamo che alcuni ragazzi erano stati sanzionati per uno striscione in favore di De Rossi, mentre poco più di un mese fa veniva multata una persona per uno stendardo col volto di Aldrovandi. Adesso è ora che il buon senso diventi la norma: se le regole sono sbagliate, che si cambino.