Da domenica sera, la Roma ha cinque tifosi in più. Si tratta di una famiglia afgana – padre, madre, tre figli adolescenti – rifugiati in Italia da poche settimane, in fuga dal proprio paese controllato dai talebani. Soltanto nell'ultimo mese, sono arrivati da noi, grazie ai corridoi umanitari e al lavoro coordinato di Ministero dell'Interno, Forum Terzo Settore Lazio, Regione Lazio e altre associazioni e enti, circa mille e duecento afgani, tutti costretti a un precipitoso allontanamento da casa propria, spesso non potendo portare con sé altro che i propri vestiti. La cosa, ovviamente, non è passata inosservata ai responsabili di Roma Cares, che hanno provveduto a contattare Francesca Danese, portavoce del Forum Tsl, chiedendo in quale modo potessero rendersi utili, come già fatto in passato per tante altre iniziative benefiche. La risposta non si è fatta attendere, e così l'intera famiglia è stata ospite in Tribuna Monte Mario per la gara interna con il Sassuolo.

Nessuno di loro era mai stato all'interno di uno stadio, né aveva mai visto così tanta gente tutta insieme, né una partita di pallone dal vivo; è finita che hanno imparato l'inno, alcuni nomi di qualche giocatore e (ma di questo non siamo certissimi) la regola del fuorigioco. È finita con la mamma, con il velo e tutto, in piedi sul seggiolino a roteare la sciarpa; con la figlia innamorata di Nicolò Zaniolo; col papà contento, perché aveva pronosticato un tre a uno per noi; con i ragazzi che seguivano i cori e cercavano di cantarli a tempo. È finita con la consapevolezza che quando fai una cosa per la prima volta, poi te la ricordi per tutta la vita, e come i ragazzi ricorderanno per sempre la loro prima volta allo stadio, e magari ricorderanno con tanto affetto i loro accompagnatori, noi ricorderemo per sempre di aver contribuito a regalargli qualche ora di sollievo.