Mou chiama, Pellegrini risponde. Magari ci piace pure lasciarci andare a questo tipo di suggestioni dialettiche, figlie legittime di storie che solo il calcio può regalare, ma certo è che il giorno dopo la prima incoronazione (perché ce ne è stata poi ieri sera una seconda come vedremo) del Capitano da parte dello Special One, Lollo nostro è stato protagonista di una delle migliori partite della sua storia giallorossa. Giocatore totale. In grado di essere una presenza lungo una verticale di ottanta metri di campo. Qualità nei piedi e nella testa che soltanto gli sciocchi, gli incompetenti e quelli in malafede (che purtroppo in questa città non mancano), non sono ancora riusciti a riconoscergli. Ancora più Capitano di una Roma che Mou sta disegnando sempre più a sua immagine e sogmiglianza, con Pellegrini solido al timone di comando.

Alla vigilia della non facile partita contro i turchi del Trabzonspor, novanta minuti che dovevano santificare la qualificazione nei gironi della neonata Conference League, il tecnico portoghese era stato chiarissimo a proposito del suo giudizio su Lollo, «se ne avessi tre di Pellegrini, li manderei sempre in campo, tutti e tre». Parole forti, parole che assomigliano assai a un'incoronazione di chi sarà il giocatore su cui continuare a costruire una Roma in grado di farci tornare a festeggiare. Potete scommettere che quelle parole il Capitano, ragazzo intelligente e sensibile, le ha metabolizzate come un complimento che da queste parti non aveva mai ricevuto, una consacrazione per far vedere fino in fondo qualità che sono indiscutibili. Perché il calcio che ha in testa Lollo nostro, è un calcio da campione, ma che non sempre è riuscito a regalarci e farci vedere. Colpa, a nostro giudizio, di un ambiente che troppo spesso e in maniera incomprensibile, lo ha criticato, ridimensionato, qualche volta pure insultato. Roba da pazzi. Anche perché i mormorii dell'ambiente, qualche volta lo hanno portato a cercare sempre la giocata da effetti speciali, il colpo a effetto, l'assist per lasciare a bocca aperta, roba del tipo ora vi faccio vedere io. E, ovviamente, se si gioca sempre sul filo del rischio, con l'intenzione di stupire per prendersi la rivincita, è inevitabile che qualcosa vada storto.

Ci voleva Mourinho per farglielo capire. Con quelle parole gli ha spiegato che non c'è sempre bisogno di stupire, non c'è la necessità di andarsi a prendere la partita per il semplice fatto che a quelli bravi come lui, la partita prima o dopo si consegna ai loro piedi. Come è successo nei novanta minuti di ieri sera in un Olimpico ancora commovente per passione e amore. Un Olimpico che, finalmente, a Lollo nostro gli ha fatto sentire gli applausi e questa cosa, al di là di qualsiasi altra considerazione, è quella più importante per continuare a vedere, con continuità, un Pellegrini su questi livelli. Che sono poi livelli da campione, da centrocampista come ce ne sono pochi in giro per l'Europa.

Allora, anche nel dopo partita con i turchi, Mourinho è voluto tornare ad applaudire il suo Capitano, il giocatore che la società non ha mai fatto mistero di considerare quello che rappresenta alla perfezione il nuovo corso del club, il Capitano nel senso più pieno della parola, il ragazzo ormai diventato uomo in cui la gente romanista possa identificarsi. E lasciate perdere, credeteci, paragoni con chi lo ha preceduto, Totti e De Rossi sono stati unici, Capitani, inimitabili, lasciate a Pellegrini la possibilità di essere Pellegrini e, state tranquilli, non vi deluderà.
Mourinho dicevamo. Che nelle interviste a caldo del dopo partita, è tornato a parlare in termini entusiastici del suo Capitano. Anticipando di fatto la firma sul prolungamento di un contratto che andrebbe in scadenza il trenta giugno del prossimo anno. Andrebbe, perché lo Special One ieri sera ci ha detto che il nuovo accordo sarà firmato, oggi, domani, al massimo quando Pellegrini tornerà dalla Nazionale dove ritornerà con quel senso di amarezza legato a un Europeo che avrebbe potuto vederlo protagonista e che, invece, a causa di un infortunio, lo ha costretto a seguirlo davanti al televisore, ennesima sfortuna di una carriera che fin qui davvero non è quasi mai stata accompagnata dalla dea bendata.

Ma Lollo nostro ha tutto il tempo per cominciare a prendersi le sue rivincite. Al di là degli effetti speciali, quelli, potete starne certi, ce li regalerà perché fanno parte del suo dna calcistico. E lo farà con la nostra maglia, con un nuovo contratto che dirà termine scadenza il trenta giugno del duemilaventisei, con un adeguamento contrattuale che lo porterà a guadagnare quasi quattro milioni netti a stagione. E con un tecnico come Mourinho, Lollo nostro gli effetti speciali ce li garantirà ancora per molti anni.