Se è vero - come sostiene il proverbio - che il buongiorno si vede dal mattino, allora Tammy Abraham non poteva desiderare esordio migliore in maglia giallorossa. E lo stesso vale per i tifosi, che lo hanno salutato con una standing ovation al momento dell'uscita dal campo domenica contro la Fiorentina. Si è accomodato in panchina, borsa del ghiaccio sulla parte posteriore della coscia sinistra, ma niente paura: per lui nulla di grave, solo crampi dovuti al grande sforzo profuso nell'arco dei 69 minuti durante i quali ha dato veramente tutto.

Gli è mancato soltanto il gol, nonostante ci sia andato vicinissimo con un colpo di testa che si è stampato sulla traversa: peccato, perché avrebbe meritato la rete, per suggellare la sua prestazione monumentale e per nobilitare la bellissima giocata di Lorenzo Pellegrini sulla destra. L'appuntamento col gol però è soltanto rimandato: il gigante arrivato pochi giorni fa dal Chelsea potrà riprovarci domani contro il Trabzonspor (ammesso che Mourinho decida di schierarlo di nuovo), o al limite domenica prossima con la Salernitana. Quel che più conta è che Abraham si sia mostrato immediatamente a suo agio, totalmente calato nella nuova realtà: su questo non ci sono dubbi. Giocate e linguaggio del corpo parlano chiaro, a volte ben più dei numeri. Considerando che era all'esordio in un campionato nuovo, con la pesante eredità di Dzeko sulle spalle e in una sfida complicata, Tammy ha risposto subito presente. Infiammando peraltro il ritorno dei tifosi dopo un anno e mezzo di lontananza.

Gestualità e giocate

Si è presentato dopo appena un quarto d'ora con una fuga che ha spinto Dragowski a falciarlo, rimediando l'espulsione. Della serie: piacere, Tammy. Poi ha servito a Mkhitaryan l'assist per il vantaggio; e, quando Pairetto ha annullato, gli ha fatto presente che non c'era alcun fuorigioco. Il Var gli ha dato ragione, ma solo dopo un'attesa apparentemente infinita di tre minuti: Abraham li ha passati a mani giunte, quasi in preghiera, borbottando tra sé «please, please, please». Quando il direttore di gara ha convalidato il gol, il nuovo numero 9 giallorosso ha buttato fuori tutta la sua gioia, esultando come un autentico tifoso.

Il copione si è ripetuto più o meno allo stesso modo per il 2-1 di Veretout: filtrante di Micki, Tammy che parte in linea con l'ultimo difensore, palla in mezzo su cui non arriva l'armeno, ma Veretout. Attesa, silenzio, poi la nuova esplosione: la Roma è di nuovo in vantaggio! In mezzo a tutto ciò, il ventitreenne londinese ha portato un pressing asfissiante sui difensori della Fiorentina, spesso indotti all'errore, ha fatto a sportellate e offerto sponde ai compagni. Compagni con i quali ha parlato in continuazione: incoraggiandoli, spronandoli a salire e ringraziandoli per un buon passaggio o una bella giocata. Ma Tammy non si è concentrato soltanto sul campo: in più di una circostanza si è rivolto anche ai tifosi, alzando le braccia al cielo e invitandoli a cantare e a sostenere la squadra ancora di più, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Su Instagram ha scritto: «Prima partita all'Olimpico con una vittoria. Ben fatto ragazzi! Grazie ai tifosi per il fantastico supporto, ci rivediamo presto». Ecco Tammy, il gigante da 40 milioni che Tiago Pinto ha riportato da Londra: in attesa del primo gol, già ha fatto vedere di cosa può essere capace.