Dieci partite per noi posson bastare. Non in assoluto, ma per smentire chi dipinge la storia internazionale della Roma in tono dimesso, quasi fosse designata al ruolo di comparsa poco gradita. La realtà racconta tutt'altro: tre finali, una vinta (prima italiana con la Fiorentina a trionfare in Europa), più una serie di notti memorabili che hanno fatto piangere le Grandi del continente e sognare i romanisti.

1) ROMA-COLONIA 2-0

In principio fu Falcão. Colui che tutto ha cambiato. (Ri)portando la Roma dove le compete, per attitudine e genesi. In vetta. Nell'Anno di Grazia 1982/83, la squadra di Liedholm probabilmente acquisisce definitiva consapevolezza della propria forza, nel giorno dell'Immacolata. Di fronte c'è il Colonia dei vicecampioni del mondo Schumacher, Littbarski e Allofs, una delle peggiori avversarie possibili per un ottavo di Coppa Uefa. L'1-0 per i padronidi casa all'andata chiama la Roma all'impresa. Un Olimpico gremitissimo spinge Iorio ad annullare lo svantaggio. Coi supplementari alle porte ci pensa il Divino a spaccare la porta sotto la Sud e a farla esplodere nel più grande boato romanista di sempre.

2) ROMA-GOTEBORG 3-0

Al debutto assoluto in Coppa Campioni (14 settembre ‘83) la Roma si presenta con l'abito delle grandi occasioni, abbagliando tutti per eleganza e bellezza. L'avversario è il Goteborg che 15 mesi prima ha alzato al cielo la Uefa. Ma i giallorossi ne fanno un sol boccone. Vincenzi e Conti mettono al sicuro il risultato, poi uno scambio-capolavoro fra brasiliani a suon di finte e giocate di fino, manda in rete Cerezo e in visibilio gli esteti del calcio.

3) ROMA-DUNDEE UNITED 3-0

Il 25 aprile 1984 è la Liberazione dal mito incapacitante dell'impossibilità. La semifinale d'andata in Scozia è finita 2-0, bisogna vincere con tre gol di scarto senza subirne per accedere all'atto conclusivo della manifestazione. L'Olimpico è una bolgia e, come invoca la Sud, «non passa lo straniero», travolto da un Pruzzo in stato di grazia, autore di una doppietta e vittima del fallo da rigore, trasformato come di consueto daDi Bartolomei. Tre azero e tutti a casa, non prima di un saluto "affettuoso" di Nela al tecnico del Dundee Mc Lean, che due settimane prima ha apostrofato i nostri con parole non improntate a garbo e senso d'ospitalità.

4) BENFICA-ROMA 0-1

Il consueto sorteggio poco benevolo apre la Coppa Uefa 1990/91: al primo turno c'è il Benfica vicecampione d'Europa. A Roma termina 1-0 con Peruzzi chiamato più volte agli straordinari per salvare il vantaggio di misura. A Lisbona i padroni di casa non perdono una gara europea da 12 anni. Fino al 3 ottobre: ci pensa capitan Giannini a infrangere il record e lanciare la Roma verso un cammino che sarà esaltante.

5) ROMA-BROENDBY 2-1

Fra la Roma e la sua terza finale europea, l'ostacolo si chiama Broendby. L'andata è finita 0-0, il penultimo atto della Uefa 1991 è in programma il 24 aprile in un Olimpico stracolmo. Aldilà del blasone, i danesi costituiscono l'ossatura della nazionale che vincerà a sorpresa l'Europeo del 1992, con la stella Schmeichel in porta. I giallorossi cominciano contratti, poi Rizzitelli suona la carica e segna il vantaggio. Una sfortunatissima autorete di Nela sembra portare all'incubo dell'eliminazione, quando all'ultimo respiro Voeller e lo stesso Rizzitelli si avventano su una corta respinta, quasi tirando all'unisono. Il gol è del tedesco volante, che a fine gara si inginocchia esultando insieme a uno stadio in estasi.

6) ROMA-BARCELLONA 3-0

Con lo scudetto sul petto, la Roma affronta il Barcellona in una delle settimane più belle della propria storia: prima in campionato e nel secondo girone di Champions, qualche giorno dopo vincerà il derby 5-1. Il 26 febbraio, il prologo europeo è di quelli da ricordare: la Sud mette in scena una coreografia fantastica, firmata con un eloquente "Sotto un manto di stelle Roma bella m'appare". E sotto quelle stelle, non solo appare ma si manifesta. Bella, bellissima, schianta i blaugrana 3-0 grazie a Emerson, Montella e Tommasi.

7) REAL MADRID-ROMA 0-1

Alla seconda partecipazione consecutiva nella massima competizione continentale, la squadra di Capello trova ancora il Real Madrid sulla sua strada. L'anno precedente un dubbio rigore di Figo ha negato a Totti un posto nella Hall of Fame del Bernabeu. Ma il Capitano si prende la rivincita con gli interessi il 30ottobre 2002: il suo gol stavolta espugna il tempio madridista. I galacticos devono inginocchiarsi al cospetto del marziano. E i tifosi merengues si innamorano di lui...

8) LIONE-ROMA 0-2

Ottavi di finale di Champions 2006/7. Il sorteggio propone il Lione di Malouda, Abidal e Juninho, che in Francia è padrone assoluto e vanta un campo imbattuto da 7 anni in Europa, ponendosi come una delle più serie candidate alla vittoria della Coppa. All'Olimpico uno 0-0 sofferto tiene la qualificazione in bilico, ma senza alcun favore del pronostico. Il 6 marzo alla Gerland va in scena forse la miglior Roma spallettiana. Di bianco vestiti, i giallorossi sono protagonisti di una partita perfetta e impongono una lezione ai francesi dura da digerire. Totti apre le danze, l'arbitro tiene in gioco il Lione con decisioni incomprensibili, ma Mancini ubriaca Réveillère e con una serie infinita di doppi passi conquista le sigle di ogni trasmissione sportiva europea.

9) REAL MADRID-ROMA 1-2

Altro giro, altra corsa. La giostra spallettiana riporta a un incrocio da brividi in una gara da dentro o fuori: gli ottavi di Champions 2007/8. Avversario ancora il Real. La Roma vince 2-1 all'andata in casa ed è attesa dalla prova del fuoco a Madrid, il 5 marzo. I giornali spagnoli titolano minacciosi «90 minuti al Bernabeu possono essere molto lunghi». Nessuna italiana ha mai vinto due volte nel catino blanco. Eppure i giallorossi non mostrano alcun timore reverenziale. Anzi, prendono possesso del campo fin dalle prime battute e annichiliscono Casillas e compagni. Aquilani scuote l'incrocio dei pali e fa tremare gli 80 mila presenti, De Rossi domina in mezzo al campo. Ma è nella ripresa che Taddei colpisce. Raul pareggia subito (in palese fuorigioco), ma i romanisti non si scompongono e con Vucinic allo scadere si confermano Grandi di Spagna.

10) ROMA-CHELSEA 3-0

L'ultima perla in ordine di tempo, 31 ottobre 2017. Nella notte delle streghe, gli uomini di Di Francesco terrorizzano i Blues fin dal primo istante. El Shaarawy li colpisce di sciabola e di fioretto, Perotti li finisce e poi li grazia, Dzeko li porta a spasso per il prato dell'Olimpico dopo averli bullizzati all'andata. Courtois li salva in più occasioni dalla débacle storica. Ma la Roma strapazza i campioni d'Inghilterra e torna (ancora una volta) grande in Europa. Festeggiando nel modo più consono la sua trecentesima in campo continentale.