Si cambia. Per cause di forza maggiore e anche per disperazione. Segno che forse non tutti i problemi della Roma sono riconducibili a fattori mentali, ma anche a carenze più attinenti al campo da gioco, dove la tecnica e la tattica fanno ancora la differenza. Nelle prime 13 giornate di campionato la Roma ha già incassato 16 reti, alle quali si aggiungono le 4 prese in Champions. Così, contro il Real Madrid, Di Francesco sceglie la "formula Barcellona" e torna alla difesa a tre. Non si sa se la scelta sia una reazione all'umiliante sconfitta di Udine o una mossa che il tecnico aveva già in mente per contrastare un Real Madrid in crisi sì, ma che all'andata ha maramaldeggiato sulla peggiore Roma di Champions degli ultimi 5 anni. Ieri Di Francesco ha provato Fazio-Manolas-Jesus davanti a Olsen. Una mossa che significa ritorno al 3-4-3, con a centrocampo Florenzi, Cristante, Nzonzi e Kolarov, in avanti Ünder ed El Shaarawy alle spalle di uno tra Schick o Dzeko.

Dubbio dettato dalle condizioni del centravanti bosniaco, che nella rifinitura di ieri ha accusato un fastidio muscolare che ne mette a serio rischio l'impiego stasera. Dzeko che, dopo gli impegni in nazionale aveva riposato con l'Udinese entrando solo nella parte finale del secondo tempo, era destinato a una maglia di titolare che, probabilmente, tornerà a Schick. Un altro segnale della preoccupazione che regna nello staff tecnico è arrivata in serata con l'inserimento nella lista dei convocati del centravanti della Primavera, lo sloveno Celar. In ogni caso, Dzeko tra i convocati c'è. Se però non giocasse, la Roma perderebbe un'arma letale in Champions. Se in campionato arranca, nella competizione europea l'attaccante bosniaco è il giocatore che ha partecipato a più gol in questa fase a gironi con 5 reti personali e 2 assist. Dall'inizio della scorsa stagione a oggi, solo Cristiano Ronaldo (16) ha segnato più gol di Dzeko (13). Ieri la giornata ha riservato brutte notizie anche sul fronte Lorenzo Pellegrini: gli esami ai quali si è sottoposto il giovane calciatore romano hanno evidenziato una lesione di primo grado al flessore della coscia destra. Il centrocampista sarà costretto a saltare le sfide contro Real Madrid e Inter. Un'assenza che si va ad aggiungere a quelle dei lungodegenti De Rossi, Pastore e Perotti. Meno male che l'allenamento di ieri ha confermato il pieno recupero di Olsen e Manolas che hanno ormai smaltito i rispettivi infortuni e saranno regolarmente in campo contro il Real Madrid.

Cercando un primato

La Roma, in questa partita con i Campioni d'Europa in carica, può centrare un primato inedito nella sua storia. Ovvero, vincere quattro partite di seguito in Champions League. Non è mai capitato ai giallorossi di riuscirci nelle edizioni precedenti e nemmeno nella Coppa dei Campioni dell'1983-84. A una partita, una delle più tristi, contro il Real risale anche il primo gol della Roma nell'edizione moderna della Champions League. Lo realizzò su rigore Francesco Totti. Era l'11 settembre 2001, poche ore dopo gli attentati alle torri gemelle di New York e al Pentagono. Era la Roma di Capello, quella con lo scudetto sul petto, che nonostante la sconfitta iniziale proprio contro gli spagnoli, riuscì a ottenere la qualificazione con un turno d'anticipo. Proprio come potrebbe succedere stasera. La Roma potrebbe ottenere il pass ancor prima di scendere in campo all'Olimpico contro il Real. In caso di pareggio tra CSKA Mosca e Viktoria Plzen o in caso di successo dei cechi, il distacco tra giallorossi e le altre due avversarie sarebbe incolmabile. Qualificata da prima o da seconda sarebbe poi da stabilire negli ultimi 180 minuti. Delle dieci partecipazioni passate alla prima fase a gironi della Champions League, solo in due occasioni la Roma ha ottenuto la qualificazione con un turno di anticipo: oltre che nel 2001-02, era accaduto anche nella stagione 2007-08.