Disclaimer obbligato: dopo ogni ritiro si dice che è andato tutto bene, che i giocatori si sono presentati in forma, che hanno lavorato bene, e che hanno assimilato i concetti chiesti dall'allenatore, nuovo e vecchio che sia. Persino in caso di crociati saltati, cosa che alla Roma nei scorsi anni è purtroppo capitato con una certa frequenza, si diceva che «nonostante il rammarico per la sfortuna di...», il ritiro era andato bene. Per cui anche quest'anno, ovviamente, il ritiro è andato bene: infortuni gravi non ce ne sono stati - si è fermato solo Gonzalo Villar, ma è roba da poco, mentre Veretout di fatto manca da aprile - e neanche pesanti sconfitte in amichevole, con tutto che con avversarie del calibro di Siviglia e Porto, nessuno avrebbe avuto da ridire. Proprio a Siviglia è arrivata ieri pomeriggio la Roma, dopo l'ultima seduta in Algarve, allo Stadio "Bela Vista" di Parchal, con tutti in gruppo, anche il convalescente Veretout e gli ultimi arrivati Cristante e Shomurodov, che a questo punto potrebbero anche finire in lista per vedere dalla panchina - specialmente il centrocampista friulano - l'amichevole di stasera alle 22 con il Betis. L'altra metà del cielo andaluso ieri non ha passato una bella giornata: sono stati scoperti dei casi di Covid, che hanno fatto annullare tutte le amichevoli previste, fino al debutto in Liga del 15 agosto. La Roma, che ha giocato contro la squadra di Monchi giusto una settimana fa, sabato 31 luglio, è più che tranquilla: i giocatori vengono regolarmente sottoposti a tamponi, che non hanno evidenziato alcuna positività, e comunque praticamente tutta la squadra è già vaccinata (ne manca uno solo, uno straniero, che comunque ha in programma di farlo a breve).

Tifosi e applausi

Gli infortuni al momento non preoccupano, il Covid neppure, e il morale è alto: Mourinho è la ventata di aria fresca, come il vento dell'Oceano che ha carezzato le sedute in Algarve, che a conti fatti sono state molto più fresche di tante di quelle sostenute negli anni passati in montagna. In anni passati e non troppo recenti: l'ultima volta era stata a Pinzolo nel 2017, con Di Francesco, che poi si era adeguato a un costume nato con Spalletti nel 2008, di fare il ritiro precampionato direttamente a Trigoria, centro attrezzatissimo con strutture che gli altri si sognano, elemento considerato più importante rispetto al clima non certo clemente dell'estate romana. Il primo Di Francesco nacque a Pinzolo, il secondo si spostò al Fulvio Bernardini, dove rimase anche Paulo Fonseca, per entrambe le estati passate al timone della Roma. In Portogallo la Roma ce l'ha portata il portoghese più famoso, tra quelli che allenano: vicinissimo a casa sua - non a caso a un paio di chilometri dal centro sportivo hanno dedicato una via a Felix Mourinho, che era nato qui, invitando il figlio illustre alla cerimonia - c'eran strutture di gran lusso, un bell'impianto, un clima gradevole, e persino dei campi da golf che i Friedkin hanno avuto modo di apprezzare.

Sono stati discreti i giocatori della Roma nel Tivoli Carvoeiro Resort: avevano un piano a loro riservato, ma non hanno sfruttato le magnifiche piscine con vista sull'oceano, evitando quel minimo di confusione che si crea quando dei calciatori si mischiano con i normali clienti, per quanto benestanti. Sono stati tra di loro, e hanno fatto gruppo, con la voglia di lasciarsi alle spalle una stagione non soddisfacente, nonostante la semifinale di Europa League. Mercoledì, dopo l'amichevole vinta agevolmente con il Belenenses Sad, la squadra in gran segreto è andata a cena in un locale di Portimao, dall'altra parte del fiume Arade, giovedì dopo la seduta pomeridiana è stato fatta una foto di gruppo allargata a tutti i componenti della numerosa spedizione giallorossa: l'ha pubblicata sul suo profilo Instagram proprio José Mourinho, ben felice di come le cose sono andate in questi giorni. La Roma è una grande occasione anche per un tecnico dal curriculum sterminato come il suo, e nulla può essere lasciato al caso.