Per la prima volta nella storia dell'ormai ventennale premio "Cavalieri della Roma", è stato consegnato il riconoscimento anche a una personalità di nazionalità straniera. Il primo a riceverlo è stato ieri l'Ambasciatore dello stato del Kuwait in Italia, Sheik Ali Khaled Al Jaber Al Sabah, grande uomo di sport nel suo paese e soprattutto grandissimo tifoso della Roma. L'ambasciatore, una volta chiamato sul palco per ricevere l'ambito riconoscimento, oltre a raccontare la sua passione per la squadra giallorossa, ha svelato alla platea un retroscena: «In passato ho dialogato con la società in merito allo sponsor tecnico Qatar Airways. Voleremo alto insieme».

Parole che l'ambasciatore ha confermato al termine della cerimonia a Il Romanista: «Si è vero, ho incontrato James Pallotta: l'ho avuto un giorno a pranzo a casa mia e abbiamo parlato del futuro della Roma. Siamo sempre aperti al dialogo - aggiunge l'Ambasciatore - con Pallotta abbiamo discusso anche del nuovo stadio, ma molto velocemente, ci siamo siamo poi concentrati sullo sponsor della maglia. L'accordo è stato trovato in tempi rapidi. Ci sono volute solo due settimane. Abbiamo aperto a Qatar Airways ed ecco che è arrivato lo sponsor».

A proposito del progetto del nuovo impianto che dovrebbe sorgere a Tor Di Valle ha poi aggiunto: «Stiamo aspettando che vengano conclusi i progetti. Vogliamo vedere quale sia il futuro di questo piano, è uno stadio bellissimo, ho visto la foto (ride, ndr)».
L'ultima tematica affrontata dall'Ambasciatore è il rapporto di collaborazione con il mercato italiano: «Questi accordi con l'Italia non sono nuovi per noi. Ad esempio il Milan ha come sponsor Fly Emirates. Queste collaborazioni sono sempre buone. Noi crediamo nell'Italia e io penso che il calcio italiano sia incredibile e abbia grande attrattiva nella nostra area. Non sappiamo quante persone nella nostra zona supportino la Roma, o anche altri club italiani - conclude l'Ambasciatore - ma sono molte persone. Specialmente per la Nazionale. L'amiamo moltissimo e ci è mancata nell'ultima edizione del Mondiale, che ha avuto un sapore diverso senza l'Italia».