C'è stato un periodo, subito dopo l'ingaggio di José Mourinho, durante il quale sono stati snocciolati quotidianamente nomi su nomi di possibili/probabili aiutanti in campo del portoghese, tutti con un conclamato passato da romanista. Per facilitare Mou, si diceva, a integrarsi nel nuovo ambiente. Si è parlato di Walter Samuel, è stato fatto il nome di Marco Amelia, qualcuno si è spinto a suggerire (sognare?) Daniele De Rossi ma, alla fine, non è stato preso nessuno. Forse perché lo Special One aveva già studiato la situazione e aveva trovato da solo la soluzione. Una soluzione interna, diciamo. Sorprendente, per certi versi. Non (soltanto) un collaboratore tecnico, ma (soprattutto) un vero aiutante all'interno del campo: Edin Dzeko.

Mourinho ci ha messo un attimo a capire di dover/poter puntare (forte) sempre e comunque sul bosniaco; lo ha eletto, senza alcuna incoronazione formale, suo uomo di riferimento a trecentosessanta gradi all'interno della Roma; lo ha fatto sentire al centro del suo progetto. Sono bastati un paio di sguardi, una stretta di mano, una chiacchierata, un sorriso. Una mossa non scontata, di certo studiata fin nei minimi dettagli e mirata dritta dritta al cuore di Edin. Che non aspettava altro che recuperare credibilità nei confronti di se stesso e della squadra. La fascia di capitano che Mou gli ha offerto durante la partita contro la Ternana è stata soltanto l'ennesima piccola, grande testimonianza del rapporto che l'allenatore sta costruendo con l'attaccante.

Mou difficilmente sbaglia certe mosse: qualcuno potrebbe accusarlo di essere un bel furbacchione, di sfruttare la situazione a suo vantaggio ma tra i compiti di un allenatore c'è anche quello di creare i presupposti per garantire forza alla squadra pure all'esterno del campo. Una sinergia di intenti con Dzeko, il giocatore più rappresentativo del gruppo, punta esattamente a questo. Nulla di strano, se uno come Edin accetterà in via definitiva il ruolo. Ad occhio e croce, non ci rimetterà nessuno, anzi ci guadagnerà la Roma. Che, in attesa di notizie dal mercato (e, sotto questo aspetto, nulla va dato già per scontato...), vuole recuperare al cento per cento il terzo miglior bomber della sua storia. Il mezzo giustifica il fine, per una volta. Mouchiavelli lo sa alla perfezione...