I francesi alla Roma hanno fatto bingo. Quindici, come i numeri di una cartella. Dal primo, Vincent Candela, ai due arrivati nell'ultimo mercato, Nzonzi e il baby Bianda (classe 2000) che è stato dirottato nella Primavera di Alberto de Rossi. In un ipotetico podio degli stranieri che hanno indossato la nostra maglia, i transalpini come numero sono al terzo posto, preceduti soltanto dagli argentini (35) e dai brasiliani (32). Per chi se li fosse dimenticati, perché qualcuno può essere stato pure dimenticato, eccoli i quindici francesi che hanno vestito i nostri colori: Candela, Zebina, Yanga Mbiwa, Vainquer, Nzonzi, Mexes, Menez, Grenier, Gonalons, Giuly, Faty, Digne, Defrel, Dacourt e Bianda.

Ce ne è stato qualcuno che è passato quasi inosservato (Grenier, Faty, Vainquer), qualcun altro che ha deluso (Menez, Defrel), altri che hanno fatto il loro e magari sarebbe stato meglio fossero rimasti di più (Dacourt, Giuly, Digne), un paio che hanno vinto lo scudetto (Candela, Zebina), un altro che l'avrebbe meritato (Mexes). E poi ce ne è stato uno che rimarrà per sempre nei nostro cuori. Perché autore di un gol decisivo, un gol che non valeva solo per quei tre punti ma che ci garantì il secondo posto e la qualificazione diretta alla Champions League. È lui, Yanga Mbiwa, meglio conosciuto come Mapou. Quella capocciata alla Lazio non la dimenticheremo mai. Neppure lui, per la verità. Tanto è vero che quando dopo poche settimane la Roma gli comunicò la sua cessione al Lione, Walter Sabatini racconta di non aver mai visto una faccia triste come quella di Mapou nel dover salutare la Roma. Come non capirlo?