Tre, due, uno, trenta, ventinove, ventotto, giugno, luglio. Non è una filastrocca, né uno scioglilingua. È una specie di countdown che precede l'arrivo di José Mourinho nella Capitale. Arriva il 30 giugno, il primo luglio, il 2 o il 3. Si fanno ipotesi, ma l'importante è che arrivi. E arriverà nella settimana entrante, a due mesi dall'annuncio che ha letteralmente cambiato l'estate dei tifosi romanisti e ovviamente l'umore dopo una stagione deludente, la terza consecutiva senza Champions per la squadra giallorossa.

Anche per questo è arrivato Mourinho. Dopo una telefonata nel pomeriggio del 19 aprile scorso, secondo la ricostruzione dello stesso Special One in una recente intervista. Poche ore dopo il suo esonero dall'incarico di allenatore del Tottenham. Un'idea, una "fissa" come si dice a Roma, di Dan Friedkin, come hanno raccontato le persone più vicine al magnate texano che ha acquistato la Roma la scorsa estate. Una fissazione per le eccellenze, per un progetto come quello di «risvegliare un gigante che dorme» che richiede esperienza e che i nuovi proprietari della squadra della Capitale hanno approcciato con serietà, necessaria per una situazione anche globalmente complicata a livello economico, entusiasmo, ambizione e umiltà allo stesso tempo.
Facile immaginare che Mourinho avrà carta bianca o qualcosa di simile. Coadiuvato e supportato in tutto e per tutto da Tiago Pinto, un dirigente giovane ma con l'esperienza in un club come il Benfica alle spalle, che parla la stessa lingua.

Non si sa esattamente quando arriverà, né quando (molto probabilmente prima dell'inizio della stagione e quindi prima del 6 luglio) e dove (in pompa magna, si accettano scommesse, o in una normale conferenza stampa a Trigoria) sarà presentato ufficialmente. Non si sa dove abiterà, anche se si sa che ama la città e non disdegnerebbe una location nel cuore di Roma. Si sa che ha già stilato un programma di lavoro che è noto ai calciatori, ma non sono ancora partite convocazioni ufficiali. Si sa che la squadra svolgerà il ritiro a Trigoria, fino alla fine del mese di luglio, intervallando con qualche amichevole, almeno due (Craiova e Reggina sono le opzioni trapelate), in Italia (si attende anche l'ok per il prato dell'Olimpico dopo i lavori post Europei). Poi si andrà se possibile in montagna (favorita un'esperienza all'estero) e qualche test con avversari di livello per verificare la crescita. Il primo impegno ufficiale sarà poi l'Europa: il 19 agosto in Conference League, un esordio nell'esordio.