Ciclismo

Amarcord, storico Chiappini

Nel 1941 Pietro, che in futuro diventerà presidente dell’A.S. Roma Ciclismo, batte il favoritissimo Fiorenzo Magni in una delle grandi classiche del calendario italiano

amarcord storico chiappini

amarcord storico chiappini

01 Novembre 2022 - 15:28

Fiorenzo Magni è stato uno dei più grandi ciclisti italiani di sempre. Professionista dal 1941 al 1956, fu considerato il “terzo uomo” per la capacità di inserirsi nella rivalità tra Fausto Coppi e Gino Bartali e avrebbe vinto un Tour de France se non fosse rimasto vittima di una guerra interna. Ma questa è un’altra storia. Nella storia di Fiorenzo Magni, però, ci sono anche delle sconfitte. Come quando a batterlo fu Pietro Chiappini, atleta cresciuto nell’A.S. Roma Ciclismo, di cui sarebbe stato poi anche presidente e dirigente e il cui nome è ancora legato al sodalizio giallorosso. Chiappini & Salza Sport, il negozio gestito dal nipote Pietro, vicepresidente della Società, è ancora oggi sponsor del club.

Il 9 marzo 1941 Pietro Chiappini batte il favoritissimo Fiorenzo Magni nella Milano-Torino, una delle grandi classiche del calendario italiano, ieri come oggi. «La corsa si è conclusa con il secondo meritato successo della stagione di Pietro Chiappini - scrive Il Littoriale - il quale ha confermato le ottime disposizioni già sfoggiate nel Premio Primavera e che è stato brillante lungo tutto il percorso, ed in volata ha piazzato il suo spunto velocissimo al quale tutti gli altri hanno dovuto inchinarsi».

Alla partenza era presente, tra le autorità, anche il “campionissimo”, Costante Girardengo, tra i primi a complimentarsi con Chiappini all’arrivo. Una corsa che è stata una battaglia, come riporta la cronaca del Littoriale: «La corsa è iniziata con gli scatti di Magni, Giuseppe, Ronza, Zuccotti, Biondi; poi ha sbocciato in un tentativo di fuga per opera del bassanese Brotto, seguito da Introzzi, De Benedetti e Landi. Questi sono stati ripresi successivamente da Fondi, Magni, Chiappini, Biondi, Currieri, Pedevilla. La lotta era accanita e si marciava a non meno di 40 di media. Primo Volpi, che aveva tentato da solo di riprendere i fuggitivi, doveva desistere perché incapace di sviluppare la necessaria velocità e si faceva raggiungere da altri 15 che avevano piantato il resto del gruppo».

Il gruppo torna compatto, Fiorenzo Magni prova in ogni modo ad andare in fuga. «Fiorenzo scatta e fugge tutto solo. Nuova caccia furiosa ed è Chiappini che riesce per primo a raggiungere l’atleta toscano. Gli altri, evidentemente provati, perdono terreno e allora Magni incita Chiappini a dargli man forte per un deciso tentativo. Ma Chiappini non sente e il pratese, scoraggiato, desiste dopo aver tentato inutilmente di scuotere l’apatia del romano tirando energicamente per cinque o sei chilometri. La corsa si arresta qui, virtualmente». Il gruppo è compatto e inizia a pensare alla volata: «Si sviluppa una fase convulsa e non in tutto regolarissima, perché i meno scaltri vanno a finire sulle rotaie della tranvia e cadono. Fra questi Ronca, Ceccarini e qualche altro. Sono in testa i biancocelesti e i bianconeri da una parte della strada. Vasco Bergamaschi ha la meglio e porta i biancocelesti all’ingresso della pista. Sulla sua ruota c’è Zuccotti, seguito da Rimoldi, Fondi e Chiappini. Suona la campana ed è Fondi che con un ultimo guizzo pericoloso passa all’interno e si porta al comando. Fiorenzo Magni, inesperto, è stato buttato al largo della pista e lotta disperatamente, ma inutilmente. Riesce tuttavia a scalare parecchie posizioni e a portarsi all'altezza di Rimoldi, ma in quel momento Chiappini scatta e supera Fondi incalzato da Moro e dal bustese. Magni retrocece, il romano vince nettamente».

È un trionfo, quello di Pietro Chiappini, che il giorno dopo viene commentato così: «Le affermazioni conquistate costituiscono un biglietto da visita di prim’ordine per la Milano-Sanremo. Più accidentato e più lungo il percorso della classicissima, ma Chiappini, pur non essendo uno scalatore, sa difendersi bene e quando è in vena anche la salita e la distanza non gli fanno paura. Anzi, più le corse sono lunghe e più il romano si trova a proprio agio. E quando i chilometri nelle gambe sono già molti, diviene più difficile, anche ai più forti scalatori, staccarlo o comunque fargli perdere molto terreno in salita. Chiappini va dunque guardato dopo le belle imprese di queste ultime due settimane come un serio antagonista nella corsa dei professionisti del 19 marzo. Due anni fa fu quarto e di sicur non saprà sfigurare». Nella Milano-Sanremo arriverà terzo, ancora una volta davanti a Fiorenzo Magni, dietro solo alla coppia della Legnano composta da Pierino Favalli e Mario Ricci. Ma questa è un'altra storia. La storia, in ogni caso, è sempre A.S. Roma Ciclismo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA