Scoppia un caso intorno all'attaccante ivoriano ex Roma Seydou Doumbia. Al classe '87 nel corso dello scorso marzo era stato rescisso il contratto che lo legava al Sion in seguito al rifiuto di tagliarsi parte dello stipendio, richiesto dalla società per far fronte alla situazione Covid-19. Dopo le dichiarazione della scorsa primavera, in cui l'attaccante aveva detto: "Abbiamo ricevuto una lettera in cui la società ci chiedeva di accettare o rifiutare una riduzione drastica del nostro stipendio, il tutto senza prospettive per il futuro. Tutti noi giocatori professionisti abbiamo deciso di non accettare, vista la forma e la sostanza della proposta. Il giorno dopo ci è arrivata una lettera personale via Whatsapp, in cui si chiedeva di prendere una decisione definitiva. Il buon senso mi ha detto di non accettare una tale proposta e così meno di 30 minuti dopo ho ricevuto una lettera di licenziamento tramite lo stesso canale" sono ora arrivate ulteriori precisazioni da parte dell'attaccante, che si è detto determinato a concludere legalmente la vicenda.

Queste le sue parole al sito francese SoFoot: "Non lascerò passare questa storia. Non dobbiamo imbrattare l'immagine delle persone. Non si tratta di soldi, sono andato a Sion perché mi piace la Svizzera. Non mi importa se ricevo tre o quattro mesi di stipendio, voglio peraltro donarli alla città e ai malati. È il modo in cui è andata che mi dà fastidio. Come Djourou (suo compagno impegnato nella stessa battaglia, ndr.), ho portato il club in tribunale. Voglio mostrare al presidente che le persone vanno rispettate. Non puoi inviare un messaggio su WhatsApp a un giocatore professionista e dire "Accetti o interrompo il contratto".