In Premier League è scoppiato il caso-sostituzioni. La prima lega inglese è l'unica nei top campionati europei ad aver declinato il mantenimento della norma varata dall'IFAB per la fine della stagione 2019-20, non avendo raggiunto il requisito minimo di 14 voti favorevoli nelle due votazioni tenutesi.

Secondo quanto riporta la  BBC però,  ora si è però aperto un nuovo capitolo della contesa, spinto dalla collaborazione di Klopp e Guardiola, che al termine del match tra Liverpool e Manchester City hanno contestato la decisione dei colleghi. I due allenatori si sono detti preoccupati, in quanto il limite di tre cambi per partita contribuisce al crescente numero di infortuni muscolari subiti dai calciatori. Il boss dei Reds ha poi rivolto un appello all'amministratore delegato della Premier, Richard Masters, il quale avrebbe dovuto (a suo avviso) prendere l'iniziativa nel guidare un ritorno alle cinque sostituzioni, piuttosto che lasciare la decisione interamente nelle mani dei singoli club. Al fronte pro-sostituzioni si unisce anche l'Associazione Calciatori Professionisti, che esprime il proprio sostegno ad un eventuale nuova votazione della regola, dopo le due già fallite.

L'impossibilità di raggiungere il minimo dei voti favorevoli per il cambiamento della regola deriva dall'opposizione dei club "minori", che vedono nei 5 cambi un ulteriore vantaggio fornito alle grandi squadre, dotate di panchine molto più lunghe e talentuose. Un esempio è dato dal manager dell'Aston Villa, Dean Smith: "Posso capire le squadre che sono in Europa, ma ci sono alcune grandi squadre che non partecipano alle coppe e sarebbero favorite. Ho spiegato ed esposto la mia posizione fin dall'inizio: ritengo sia giusto mantenere la regola delle tre sostituzioni. Ora che abbiamo iniziato così, dovremmo continuare in questo modo, senza modifiche".