Gabriele Gravina, presidente della Figc, ha rilasciato un'intervista a La Stampa nella quale ha parlato della ripresa della Serie A, che avverrà oggi alle 19:30 con Torino-Parma, della riapertura degli stadi e anche del calcio femminile. Ecco un estratto delle parole del numero uno della Federcalcio:

Oggi quanta soddisfazione proverà alla palla al centro?
"Molta. Ricompensa me e i miei collaboratori per gli attacchi subiti in questo periodo, tensioni superate grazie al gioco di squadra".

Ha scoperto più amici o più nemici?
"È nelle difficoltà che le persone rivelano la propria natura e la propria lealtà. Ecco, diciamo che ho fatto una certa selezione. C'è chi mi ha deluso, ma cerco di cogliere il lato positivo: almeno hanno gettato la maschera e così ho capito chi sta da una parte e chi dall'altra".

Si aspettava maggiore appoggio dal presidente del Coni Malagò?
"Rispetto le diverse opinioni e le diverse ragioni politiche se portano a un confronto, se sono animate dalla voglia di condivisione e non da simpatie o antipatie personali. La questione non sono i rapporti con Malagò, io mi aspettavo una maggiore condivisione anche dall'intero sistema. Solo perché all'inizio del lockdown abbiamo detto che il calcio faceva da volano al sistema, siamo stati aggrediti e tacciati di arroganza. Non chiedevamo privilegi, ma il riconoscimento della nostra centralità. E invece c'è chi ha ragionato in base al proprio orticello".

Era all'Olimpico per la finale di Coppa Italia, che calcio ha visto: vivo, convalescente o ancora malato?
"C'era l'euforia e la speranza per la ripartenza, ma senza pubblico era uno spettacolo monco".

Quando riapriranno gli stadi?
"Quando saremo definitivamente al riparo dal virus grazie al vaccino".

Quindi porte chiuse per tutto questo campionato?
"Nell'attesa del vaccino, non chiediamo sconti ma di essere trattati alla pari di altri settori dello spettacolo, come il teatro e gli eventi all'aperto. Siamo pronti, devono solo darci il via".

Il calcio femminile?
"Ho provato fino in fondo a garantire un verdetto sul campo, ma le calciatrici e soprattutto le società hanno preso un'altra strada penalizzate come sono dall'attuale status dilettantistico. Ma il consiglio federale del 25 giugno sarà dedicato in gran parte a loro. Stabiliremo una data per cui in tempi rapidi le ragazze arriveranno al professionismo, alla parità di diritti".