Gabriele Gravina, presidente della FIGC, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo l'ufficialità della ripartenza della Serie A, che avverrà il prossimo 20 giugno:

Più sollevato e più soddisfatto?
"Siamo sempre attenti, siamo a una fase sempre meno complessa, ma è un momento delicato. È il momento di programmare la ripartenza, ma dobbiamo essere vigili perché i rischi sono molto alti".

Quanto ha influito il movimento europeo?
"Sapevamo benissimo che all'interno dei top 5 campionati non potevamo essere estranei a questa ripartenza. Il titolo de L'Equipe è emblematico e sono contento di non doverlo leggere per quanto ci riguarda. Oggi portiamo a casa un risultato importante all'interno del nostro panorama internazionale. Ha influito la nostra determinazione, è stato molto utile essere coordinati con la UEFA".

Una fotografia del nostro calcio dopo giovedì?
"Il calcio ne esce in maniera rafforzata, armoniosa. L'incontro con il Ministro è stato un momento di grande condivisione e armonia. Eravamo tutti sollevati da un peso che portavamo dentro da tantissimo tempo. Abbiamo dimostrato grande coerenza dall'inizio, prendendo consapevolezza anche dei limiti. Abbiamo costantemente avuto confronti interni. Ci sono stati momenti di tensione, ma il calcio ne esce con grande forza, con grande possibilità di dare messaggi di speranza al nostro Paese. Sappiamo comunque che i rischi sono presenti e dietro l'angolo. Dipenderà molto dal nostro senso di responsabilità ed anche dalla fortuna".

Che momento è stato?
"La preoccupazione è stata molto forte. E' stato un momento complesso, difficile. Abbiamo dovuto convivere con il cialtronismo. Abbiamo oltrepassato i filosofi dell'ovvio, gli anfitrioni dell'emergenza e quelli che non bisognava fare nulla. Abbiamo sempre avuto la consapevolezza di dover ripartire, perché per i tifosi il calcio è condivisione ed empatia, ma anche bellezza ed occupazione. E' stato un momento complesso per tutto il Paese, costernato da una serie di aspetti chiari ed evidenti, che hanno mostrato il vero volto dei personaggi che ti circondano. Ho capito che bisogna mettere da parte soggetti positivi solo all'apparenza In questo periodo ho seguito le indicazioni di Papa Francesco".

È vero che sta pensando ad un nuovo format per accorciare la prossima stagione?
"Se la prossima stagione riparte il 12 settembre, andando ad intensificare il periodo della sosta invernale, chiuderemo nei tempi giusti. Valutiamo però anche soluzioni alternative. l'intenzione è tenere i campionati come sono".

A chi faceva riferimento prima? Ci sono state mosse politiche?
"I nomi li tengo per me perché è un rapporto mio e personale. Penso che le difficoltà siano state tecniche. Il mio agire è stato determinato ma prudente, volevamo tutelare la salute. Avremmo voluto ripartire prima".

I piani B e C, può dirci qualcosa in più?
"Abbiamo sempre evitato quello che in tanti hanno invocato per il piano B, andava al di là di quelle che erano le esigenze. Il piano B è strutturale, molto chiaro, prevede che in caso di momentanea sospensione della regular season, far ricorso ai playoff e ai playout. Un format più contenuto e leggero per far sì che ci sia il merito sportivo. Se il campionato dovesse subire un'interruzione definitiva dovremo ricorrere in un algoritmo che terrà conto di diversi fattori legati ai risultati sul campo. A elementi oggettivi di una squadra".

Non ci sarà la cristallizzazione ma un ricalcolo?
"Ci sarà una cristallizzazione, l'algoritmo proietta la classifica di quel momento alla fine del campionato".

Sui contratti
"Tema molto delicato, la FIFA ha dato delle indicazioni. Stiamo cercando di arrivare ad un accordo tra tutte le componenti. La modifica prevede la possibilità della proroga dei contratti fino alla scadenza dei campionati prevista per il 20 agosto, anche se la Serie A dovrebbe chiudere prima o meglio questo è l'auspicio, e comunque all'interno di quello che è la chiusura della nostra stagione sportiva che è il 31 agosto".