Alla fine è stato raggiunto un compromesso accettabile che ai presidenti consente di poter finalmente far allenare le squadre con un protocollo non troppo rigido e al Governo di mantenere il controllo sulla questione della ripartenza del calcio nel rispetto delle indicazioni sanitarie e senza derive antietiche (agli eventuali tamponi necessari per le società che non sapranno dove reperirli, ad esempio, penserà direttamente la Lega, grazie ad un accordo stretto col Campus Bio Medico). Per ora però si parla solo di allenamenti e non di campionato: per quello ci sarà bisogno di tempo (data probabile di inizio il 20 giugno) e di un nuovo protocollo.

Intanto il Comitato Tecnico Scientifico ha approvato il Protocollo redatto dalla Commissione federale guidata dal professor Zeppilli per gli allenamenti e da oggi sarà acquisito da tutti i club di Serie A che potranno finalmente lavorare sul campo senza doversi rinchiudere in ritiri sterili e senza troppe restrizioni sulle esercitazioni: gli obblighi saranno relativi ai severissimi controlli (tamponi ogni 4 giorni, test sierologico il primo giorno e dopo due settimane oltre ai normali esami di idoneità) e al rispetto di alcune norme specifiche (distanziamento nei luoghi chiusi, controlli della temperatura, sanificazione e aerazione locali comuni ecc.).

Cambia radicalmente invece la norma sull'eventuale nuovo contagiato: nel precedente protocollo, si sarebbero dovuti sospendere gli allenamenti e tutti i compagni di squadra sarebbero stati mandati in quarantena, con le nuove norme scatterebbe solo l'obbligo per tutti i compagni di chiudersi in ritiro annullando ogni possibile contatto con l'esterno, con l'obbligo di nuove valutazioni cliniche (con tamponi ogni 48 ore, esami sierologici immediati e dopo dieci giorni) ma senza rinunciare agli allenamenti.

Soddisfatto il ministro dello sport Spadafora: «Finalmente gli allenamenti - ha detto a Rai Sport - potranno riprendere. Sono state fatte valutazioni precise, inoltre la FIGC è stata disponibile a rivedere la prima proposta e questo è stato sicuramente di grande aiuto. Oggi la situazione ci consente di prevedere regole meno stringenti ed è giusto che anche il mondo del calcio abbia norme più leggere per riprendere in sicurezza. Ho convocato poco fa una riunione per il 28 maggio alle ore 15 con i presidenti Gravina e Dal Pino, perchè credo che giovedì prossimo avremo tutti i dati a disposizione per poter decidere se e quando ripartirà il campionato. Playoff possibili? L'importante sarà eventualmente ripartire con la ferma intenzione di portare a termine la competizione, poi decideranno le Federazioni le modalità e i format da adottare».

Quella dei play off resta un'idea di Gravina che presto potrà tornare attuale, essendo l'unica soluzione realmente sportiva (perché sarebbe il campo a decidere) che potrebbe consentire di chiudere la stagione in tempi assai più brevi e con un numero decisamente inferiore rispetto alle 124 gare necessarie per recuperare tutte le giornate perdute. «Quello di oggi - ha detto ieri il presidente Gravina - è stato un passo determinante nel percorso di ripartenza del calcio in Italia. La Commissione Medico Scientifica della Figc è già a lavoro con l'obiettivo di stilare il protocollo per l'auspicabile fase di ripresa dell'attività agonistica. Ho espresso ai ministri Spadafora e Speranza la mia soddisfazione e della Figc per la disponibilità al confronto e la fattiva collaborazione». Oggi Consiglio Federale: si parlerà di licenza e possibili format alternativi.